Cambogia: le rovine di Koh Ker, fuori dai soliti giri
Koh Ker merita una visita se vuoi vedere rovine autentiche senza orde di turisti, ma devi mettere in conto che è un posto tosto e meno curato di Angkor. Il budget è economico, soprattutto se ti muovi da Siem Reap in gruppo per spaccare il costo del trasporto: un taxi condiviso con altri viaggiatori può venire sui 20-25 dollari a testa per l'intera giornata, ingresso escluso che costa 10 dollari. Per arrivare, il modo più comune è prendere un taxi da Siem Reap, circa due ore di strada, di cui l'ultimo tratto sterrato pieno di buche. In scooter è fattibile ma solo se hai esperienza con strade dissestate, perché a maggio la polvere è tanta e il caldo umido ti asciuga la gola. Una volta lì, per girare le rovine principali servono almeno tre ore, ma se vuoi vedere anche i templi minori sparsi nella foresta, calcola mezza giornata intera. L'aspetto negativo più grosso è che il sito è poco manutenuto: alcune scalinate sono pericolanti, le indicazioni sono minime e c'è il rischio di perdersi tra gli alberi. In più, a maggio il caldo è asfissiante e le zanzare ti mangeranno vivo, portati un buon repellente. Un consiglio che non trovi sulle guide: non limitarti alla piramide principale, il Prasat Thom, che è la più fotografata, ma cammina verso il tempio lontano chiamato Prasat Khnar, quasi dimenticato, dove puoi vedere un enorme linga ancora integro e nessun altro turista. Porta anche una torcia, perché alcune sale interne sono buie e senza luce. Koh Ker non è per chi cerca comodità, ma per chi vuole sentire l'odore della giungla e la storia vera.