Bangkok: canali e street food, guida pigra
Bangkok è il posto giusto per chi vuole mangiare senza alzarsi dalla sedia e perdersi tra canali che sanno di storia e di fogna, tutto insieme.
Quando andare: a maggio fa già un caldo che ti scioglie le ciabatte. Meglio venire tra novembre e febbraio, ma se arrivi ora porta un ventaglio e tanta rassegnazione. La stagione delle piogge è imminente, ma gli acquazzoni durano venti minuti e poi torna il vapore.
Come arrivarci: da Milano ci sono voli diretti con Thai o scali in Medio Oriente. Una volta atterrato, lo schock termico è garantito. Muoversi: il BTS è la salvezza, arioso e veloce. I tuk tuk sono una trappola per turisti con portafogli gonfi e voglia di contrattare. I taxi con tassametro esistono, ma è come cercare un ago in un pagliaio di autisti che dicono "no meter".
Quanto si spende: medio-basso. Con 30-40€ al giorno si mangia come un re e si dorme in un ostello decente. Lo street food costa poco, ma attenzione: un piatto di pad thai può costare 1€ sul carretto o 8€ in un ristorante con aria condizionata. La differenza è solo nel sudore risparmiato.
Cosa non perdere: i canali in barca, meglio quelli del Thonburi, lontano dal caos turistico. Lo street food a Yaowarat, la Chinatown locale che di notte diventa un forno a cielo aperto pieno di tentazioni fritte. E poi il Wat Pho, che almeno ha il Buddha sdraiato e un po' d'ombra.
Cosa evitare: Khao San Road, una bolgia di ragazzini ubriachi e venditori di magliette tarocche. E la frutta tagliata nei mercati: sembra fresca, ma spesso è stata maneggiata da tre generazioni di thailandesi.
Aspetto negativo: l'inquinamento. A maggio la qualità dell'aria fa schifo, e i canali hanno un odore che ti resta appiccicato ai vestiti. Non è una passeggiata romantica, è un corso accelerato di sopravvivenza olfattiva.
Consiglio che non trovi sulle guide: porta una sacca termica pieghevole per lo street food da asporto. Così compri due porzioni di som tam e te le mangi sul bordo del canale senza che la salsa finisca in grembo. Sembra una cosa da nonnetti, ma a Bangkok è la differenza tra un pasto memorabile e un cambio di maglietta forzato.
Per visitare Bangkok servono almeno tre giorni pieni, ma per assaporare davvero lo street food e i canali meglio cinque. Con calma, senza correre come un pollo senza testa.