Marocco: oltre le medine, i sentieri dell'Atlante
Il Marocco non è solo medine affollate: i sentieri dell'Atlante offrono un'esperienza completamente diversa, ma bisogna sapere dove andare per non cadere nelle trappole del turismo di massa. La primavera è il momento migliore, tra fine aprile e giugno, quando le temperature sono miti e i prati fioriti rendono i paesaggi spettacolari. Per arrivare, da Marrakech si prende un grand taxi fino a Imlil (circa un'ora e mezza), poi si prosegue a piedi o con un fuoristrada per i villaggi più remoti. Muoversi richiede una guida locale obbligatoria per alcune zone del Parco Nazionale del Toubkal, ma non è male; costa circa 30-40 euro al giorno a persona. Il budget generale è medio: contando vitto, alloggio in rifugi o case rurali e trasporti locali, si spende sui 60-80 euro al giorno. Servono almeno cinque giorni per un trekking decente senza correre, ma una settimana è meglio per togliersi qualche soddisfazione.
Cosa non perdere: la valle d'Aït Bouguemez (la Valle Felice), molto meno battuta rispetto alla zona del Toubkal, con i suoi panorami agricoli e le case di terra. I rifugi gestiti dalle cooperative locali offrono un pasto caldo e un letto semplice ma pulito. Cosa evitare: invece, di perdere tempo a Imlil stessa, diventata una base di partenza caotica e piena di venditori insistenti. Il consiglio che non trovate da nessuna parte è di partire dal villaggio di Aroumd, venti minuti a piedi più su: lì trovate una sistemazione autentica con una famiglia berbera e sentieri quasi deserti. Un aspetto negativo? La fatica non è solo fisica: alcuni sentieri sono segnati male, e fidarsi delle app senza cartina cartacea può portare a ore di deviazioni. Delusione garantita se non vi portate un buon colpo di sole o scarpe già rodatissime.