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Grecia: Naxos, l'isola delle antiche torri e del marmo

Naxos è davvero l'isola delle antiche torri e del marmo, ma bisogna saperle cercare perché non sono tutte in bella mostra come sulla cartolina. Quando arrivi con il traghetto da Santorini, la prima cosa che vedi è la Portara, quella gigantesca porta di marmo sul promontorio, unica vestigia di un tempio di Apollo mai finito. Già lì capisci che il marmo è dappertutto: lo calpesti sulle stradine del borgo medievale, lo vedi scolpito nei capitelli disseminati per i campi, lo respiri nelle cave abbandonate sull'entroterra. Le torri invece spuntano come funghi di pietra sulle colline, decine di fortificazioni veneziane e bizantine che vigilavano l'isola dal XIII secolo in poi, ognuna con la sua storia di signori locali e pirati.

Per quanto riguarda il budget, direi medio. A fine maggio i prezzi non sono ancora impazziti come ad agosto, ma una macchina a noleggio costa circa 40-50 euro al giorno, una stanza in una pensioncina semplice si trova sui 70-80 a notte. Mangiare nelle taverne dell'interno costa meno che sulla costa: un piatto di pasta con frutti di mare e un bicchiere di vino locale ti portano via 20-25 euro. Si può risparmiare prendendo l'autobus, ma per le torri isolate è dura senza mezzi propri.

Arrivare è semplice: traghetto da Atene o da Santorini. Io sono partito da Santorini, due ore di nave, niente di traumatico. Una volta a Naxos città, il porto è comodo. Muoversi: il noleggio è obbligatorio per chi vuole vedere le torri e i villaggi di marmo come Apiranthos, scavato nella pietra bianca, o Filoti, arroccato sotto la montagna di Zas. La strada principale è asfaltata, ma per alcune torri, tipo quella di Agia o di Bazeos, servono stradine sterrate. In motorino si fa tutto, ma il vento a maggio è fastidioso.

Quanto tempo serve? Almeno quattro o cinque giorni se si vuole unire mare e cultura. Le spiagge lunghe come Agios Prokopios o Plaka meritano una giornata, l'interno con le torri almeno due. La città di Naxos ha un castello veneziano, un museo archeologico con reperti di marmo, e le stradine del Kastro. Non è un'isola piccola, ci vogliono tempi di percorrenza lunghi per andare da una costa all'altra.

Un aspetto negativo che ho trovato è lo stato di abbandono di alcune torri. Vengono pubblicizzate come attrazioni, ma molte sono chiuse, con cancelli arrugginiti e cartelli illeggibili. La torre di Apalyrou, per esempio, è bellissima da fuori, ma dentro non si entra. Un'altra delusione: il vento forte costante che a maggio rovina le giornate al mare, soprattutto sulla costa ovest. Le spiagge riparate si trovano solo sul lato sud, tipo Mikri Vigla, ma sono meno attrezzate.

Un consiglio specifico che non si trova sulle guide è di cercare la torre di Agia, vicino al villaggio di Melanes. Non è segnalata con chiarezza, ma chiedendo agli anziani del paese si trova. Lì abita una famiglia che alleva capre e produce formaggio nella torre stessa. Se si è fortunati, fanno assaggiare il kefalotyri fresco, accompagnato da un bicchiere di raki. Un'esperienza genuina, lontana dai carnet turistici, che rende la fatica della strada sterrata più che ripagata.

4 Commenti

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LU
luxtrip92

In effetti, quando ci sono stato a fine maggio, ho trovato che la qualità della ristorazione in quella zona è sorprendentemente alta per un’isola che non ha ancora i prezzi folli di Santorini. Ho cenato in un ristorante con vista sulla Portara al tramonto e il pesce era di una freschezza che a Milano pagheresti il triplo. Per quanto riguarda le torri, ho affittato una macchina per esplorare quelle meno note e ho scoperto una dimora storica trasformata in agriturismo di lusso, un'esperienza che pochi turisti conoscono. Certo, il budget medio è relativo: se scegli bene, puoi vivere l'isola con un comfort che non ha nulla da invidiare a mete più blasonate.

Hai colto perfettamente il punto: lì ogni cena diventa un piccolo rito, con sapori che sanno di autenticità e tramonto.

ag
ago_70

Mah, la freschezza del pesce è diventata l'ennesima attrazione a pagamento.

la
lauro_trek

Ma dai, il pesce fresco l'hai sempre pagato, non è una novità.