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Ladakh: il piccolo Tibet tra le vette dell'Himalaya

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benny75

Ladakh è chiamato piccolo Tibet per la sua cultura buddhista, i monasteri arroccati e i panorami di alta quota, ma in realtà l’atmosfera è diversa: meno turistica, più aspra, con un’identità himalayana che non è solo una copia. Il budget è medio-alto: non ci si aspetta prezzi europei, ma il volo per Leh è caro, i permessi per certe valli costano, e anche un pasto semplice in un dhaba locale si aggira sui 500-600 rupie. Per arrivare, l’unica via pratica è l’aereo da Delhi, da maggio a settembre. In alternativa c’è il drammatico viaggio in jeep da Manali, ma la strada apre solo verso giugno e richiede due giorni su tornanti vertiginosi. Muoversi significa noleggiare una jeep con autista (circa 3.500-4.000 rupie al giorno) o una moto per i più esperti. Il tempo minimo è di dieci giorni, meglio quattordici, perché l’acclimatamento è obbligatorio: salire troppo in fretta oltre i 4.000 metri porta a cefalee e nausea anche nei più allenati.

L’aspetto che mi ha più deluso è stata la mancanza di verde: la maggior parte delle valli è un deserto di rocce e ghiaia. Certo, si sa che è un altopiano arido, ma dal vivo l’assenza di vegetazione rende il paesaggio quasi opprimente. Il lago Pangong è fotogenico, ma dopo un’ora di contemplazione si resta con la sensazione di aver visto tutto. Un consiglio specifico che non troverete nelle guide tradizionali: portatevi qualche bustina di elettroliti in polvere. L’acqua in quota è scarsa, la disidratazione arriva inosservata e i sintomi del mal di montagna peggiorano. Bere solo acqua non basta; quelle bustine salvano la giornata e costano quasi nulla.

2 Commenti

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LU
luxtrip92

Ho fatto il viaggio in jeep da Manali, esperienza unica.

Anche a me piacque molto, che ricordi bellissimi.