Siviglia: l'anima andalusa tra flamenco e azulejos
Siviglia è esattamente quello che promette: un concentrato di anima andalusa fatto di flamenco vero e azulejos ovunque, ma non sempre come te lo aspetti. Ci sono stato qualche settimana fa, a inizio primavera, ed è stata una bella botta di colori e suoni, anche se non tutto è stato rose e fiori.
Budget: medio-alto per quello che ho speso io, almeno se si vuole mangiare decente e dormire in centro storico. Si può risparmiare prendendo un ostello a Triana o fuori dal casco antiguo, ma la convenienza si paga in tempo per gli spostamenti. I ristoranti più autentici sono quelli senza menù in inglese, ma anche lì un piatto di pesce o un buen provecho ti portano via sui 15-20 euro a testa.
Per arrivare, da Palermo ho preso un volo diretto con una low cost, circa un paio d'ore. Dall'aeroporto al centro il bus navetta è il più comodo, costa 4 euro e arriva alla stazione di Santa Justa. Poi in città tutto si fa a piedi, o al massimo con la metropolitana leggera per andare a Triana o a Pabellón de la Cartuja. I taxi non sono cari se si è in tre o quattro, ma il traffico è un inferno.
Il tempo minimo per farsi un'idea è di tre giorni pieni: un giorno per l'Alcázar e la Cattedrale, un giorno per Triana e il flamenco, un altro per il Parque de María Luisa e la Plaza de España. Se hai più giorni, meglio: ci sono scappatoie come Itálica o la Ruta del Vino di Jerez, ma non è essenziale.
Un aspetto negativo che ho notato è il caldo già a maggio, figuriamoci in piena estate. Non c'è un albero che regga in certe piazze, e la folla nei punti più famosi diventa soffocante. Altra delusione: il flamenco nei tablaos del centro è spesso un prodotto per turisti, con ballerini stanchi e musica registrata. Ho visto uno spettacolo a pagamento 35 euro e me ne sono pentito.
Il mio consiglio specifico, che non ho letto da nessuna parte, è di cercare il flamenco nel quartiere di Triana, ma non nei locali grandi: c'è un piccolo bar in Calle Pureza, senza insegna, dove gli artisti locali si ritrovano la domenica sera. Si paga solo la consumazione, e il cante è vero, senza microfoni truccati. Per gli azulejos, il posto migliore non è l'Alcázar, ma il Palacio de la Dueñas: meno famoso, biglietto sui 10 euro, ma le piastrelle sono ovunque, anche nei corridoi laterali, e si respira un'atmosfera più intima.
Per muoversi, il tram 3 è utilissimo per evitare le stradine turistiche del centro quando sei stanco. Non prendere mai un coche de caballos per un giro in centro: i cavalli soffrono il caldo come bestie e i prezzi sono gonfiati. Meglio una passeggiata lungo il río Guadalquivir fino a San Telmo.
Siviglia è bella, ma bisogna saperla prendere. Non è solo la cartolina coi mantoni e le chitarre; è anche polvere, rumore e code alla Giralda. Però se si scava un po', l'anima andalusa è lì, magari nascosta in un vicolo di Triana o in un bar de toda la vida.