Recensione

Madagascar: l'avenue des baobabs, un viale verso il cielo

be
benny75

L'Avenue des Baobabs merita davvero l'appellativo di "viale verso il cielo"? La risposta è sì, ma con qualche riserva: è un luogo spettacolare, ma non esente da difetti che un visitatore deve conoscere per non rimanere deluso.

Parto dai lati positivi (PRO). Primo: la scenografia è surreale. Quegli alberi alti fino a trenta metri, con tronchi panciuti e chiome rade, sembrano usciti da un altro pianeta. All'alba o al tramonto la luce radente li trasforma in sagome violacee su un fondo arancione – un colpo d'occhio che giustifica il viaggio. Secondo: la facilità di accesso. Da Morondava il viale è a circa venti minuti di taxi o in bici su una strada sterrata ma percorribile. Non serve organizzare spedizioni complesse, si può fare in giornata e poi tornare in città a dormire.

Passo ai contro. Primo: la strada, appunto. In stagione secca è polverosa e sconnessa; dopo un acquazzone diventa fango scivoloso. Chi arriva con un'auto a noleggio deve mettere in conto qualche sobbalzo e parecchia polvere sui bagagli. Secondo: la pressione dei venditori e dei bambini. Non appena si scende dall'auto, una piccola folla si avvicina offrendo collane di legno, pezzi di baobab o semplicemente chiedendo soldi. Insistono, ti seguono, e se non sei preparato a gestire la situazione può rovinare l'esperienza. Ho visto turisti infastiditi al punto da andarsene dopo dieci minuti.

Il budget complessivo per questa tappa è medio. Il volo interno Antananarivo-Morondava costa sui 120-150 euro a tratta con compagnie locali (Tsaradia o Air Madagascar). Il trasporto da Morondava al viale è economico: un taxi collettivo costa circa 5 euro a persona, un privato sui 15. Non serve biglietto d'ingresso, perché è strada pubblica. In totale, tra spostamenti e attività, si spende meno di quanto si creda, ma bisogna considerare i costi del volo per il Madagascar stesso.

Per visitare il viale in tranquillità bastano due ore, meglio tre se si vuole aspettare la luce migliore o fare fotografie senza troppa gente. Io consiglio di arrivare un'ora prima dell'alba (verso le 5:30 del mattino): la folla è minima, i venditori sono ancora assonnati e la luce morbida è perfetta. È il consiglio specifico che non si trova sulle guide: tutti consigliano il tramonto, ma all'alba si gode di una pace quasi mistica.

Un aspetto negativo che mi ha deluso è lo stato di conservazione: alcuni baobab presentano graffiti e tagli sulla corteccia. Non è un parco protetto, è una strada battuta, e qualche visitatore poco rispettoso ha lasciato tracce indelebili. Inoltre, il viale in sé è breve – meno di un chilometro – e se si arriva senza aspettative di grandezza monumentale si può restare sorpresi dalla sua scala ridotta.

Consigliato per chi ama la fotografia naturalistica, i paesaggi epici e non si spaventa per un po' di scomodità. Sconsigliato se si è di fretta, se non si tollera la pressione dei venditori ambulanti o se si cerca un'esperienza wilderness incontaminata senza contatto umano.

5 Commenti

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ag
ago_70

Facile accesso significa orde di turisti e bancarelle che ti assillano. Quel viale è diventato un set fotografico per influencer, niente di autentico.

PI
pianeta_piatta

Concordo, lì è solo un set per turisti, meglio posti meno inflazionati.

be
benny75

Sì, hai perfettamente ragione: a due passi dalla ressa di piazza della Signoria, il chiostro di Santa Maria Novella è un gioiello quasi deserto dove la luce filtra come doveva essere nel Trecento.

LU
luxso99

Sbagli, proprio lì ho trovato la vera essenza del luogo.

LU
luxtrip92

Ci sono stato all'alba sperando di evitare la ressa, ma ho trovato decine di persone con treppiedi e droni già piazzati. Nemmeno la colazione in un lodge esclusivo lì vicino ha compensato la delusione.