Madagascar: l'avenue des baobabs, un viale verso il cielo
L'Avenue des Baobabs merita davvero l'appellativo di "viale verso il cielo"? La risposta è sì, ma con qualche riserva: è un luogo spettacolare, ma non esente da difetti che un visitatore deve conoscere per non rimanere deluso.
Parto dai lati positivi (PRO). Primo: la scenografia è surreale. Quegli alberi alti fino a trenta metri, con tronchi panciuti e chiome rade, sembrano usciti da un altro pianeta. All'alba o al tramonto la luce radente li trasforma in sagome violacee su un fondo arancione – un colpo d'occhio che giustifica il viaggio. Secondo: la facilità di accesso. Da Morondava il viale è a circa venti minuti di taxi o in bici su una strada sterrata ma percorribile. Non serve organizzare spedizioni complesse, si può fare in giornata e poi tornare in città a dormire.
Passo ai contro. Primo: la strada, appunto. In stagione secca è polverosa e sconnessa; dopo un acquazzone diventa fango scivoloso. Chi arriva con un'auto a noleggio deve mettere in conto qualche sobbalzo e parecchia polvere sui bagagli. Secondo: la pressione dei venditori e dei bambini. Non appena si scende dall'auto, una piccola folla si avvicina offrendo collane di legno, pezzi di baobab o semplicemente chiedendo soldi. Insistono, ti seguono, e se non sei preparato a gestire la situazione può rovinare l'esperienza. Ho visto turisti infastiditi al punto da andarsene dopo dieci minuti.
Il budget complessivo per questa tappa è medio. Il volo interno Antananarivo-Morondava costa sui 120-150 euro a tratta con compagnie locali (Tsaradia o Air Madagascar). Il trasporto da Morondava al viale è economico: un taxi collettivo costa circa 5 euro a persona, un privato sui 15. Non serve biglietto d'ingresso, perché è strada pubblica. In totale, tra spostamenti e attività, si spende meno di quanto si creda, ma bisogna considerare i costi del volo per il Madagascar stesso.
Per visitare il viale in tranquillità bastano due ore, meglio tre se si vuole aspettare la luce migliore o fare fotografie senza troppa gente. Io consiglio di arrivare un'ora prima dell'alba (verso le 5:30 del mattino): la folla è minima, i venditori sono ancora assonnati e la luce morbida è perfetta. È il consiglio specifico che non si trova sulle guide: tutti consigliano il tramonto, ma all'alba si gode di una pace quasi mistica.
Un aspetto negativo che mi ha deluso è lo stato di conservazione: alcuni baobab presentano graffiti e tagli sulla corteccia. Non è un parco protetto, è una strada battuta, e qualche visitatore poco rispettoso ha lasciato tracce indelebili. Inoltre, il viale in sé è breve – meno di un chilometro – e se si arriva senza aspettative di grandezza monumentale si può restare sorpresi dalla sua scala ridotta.
Consigliato per chi ama la fotografia naturalistica, i paesaggi epici e non si spaventa per un po' di scomodità. Sconsigliato se si è di fretta, se non si tollera la pressione dei venditori ambulanti o se si cerca un'esperienza wilderness incontaminata senza contatto umano.