Kiso: l'antica via dei samurai tra boschi e silenzio
Kiso è esattamente quello che promette: un'antica via dei samurai che si snoda tra boschi fitti e un silenzio quasi irreale. Ci sono stato la settimana scorsa, a metà maggio, quando i colori della primavera erano al massimo. L'ho sempre immaginata come una cartolina, ma la realtà è più cruda, più vera. Non è un viaggio comodo, però per me è stato un regalo per lo spirito.
Il budget per questa zona è medio. Non economico, perché muoversi tra i villaggi richiede qualche spostamento in bus o taxi, e i ryokan tradizionali costano. Dormire in un minshuku a Tsumago o Magome ti porta via almeno 120-150 euro a notte col pasto. Si può risparmiare con un ostello a Nakatsugawa, ma perde un po' l'atmosfera. Io ho speso circa 400 euro in tre giorni, voli esclusi.
Per arrivare: da Bologna ho volato su Tokyo Haneda, poi shinkansen fino a Nagoya e da lì un treno locale per Nakatsugawa. Circa dodici ore totali, ma fattibile. Una volta lì, il tratto più bello è a piedi: da Magome a Tsumago sono 8 km su sentiero ben tenuto, ci si mette tre ore con calma. Per spostarsi tra i villaggi più isolati come Kiso-Fukushima, meglio il bus locale, poche corse ma puntuali. Consiglio di scaricare gli orari in anticipo, perché il segnale telefonico sparisce spesso.
Per visitare bene la valle servono almeno tre giorni pieni: uno per il tratto Magome-Tsumago, uno per esplorare Narai e il suo vicolo delle vecchie case, e un altro per Kiso-Fukushima e il museo del legno. Se si vuole fare l'intera Nakasendo storica da Kyoto a Tokyo ci vogliono due settimane, ma qui parliamo solo della valle.
Un aspetto negativo? La popolarità. Magome e Tsumago sono bellissime, ma a maggio c'era una fila continua di turisti, molti con trolley rumorosi. Il silenzio che cercavo si trova solo se ti allontani dal sentiero principale, ma quelli secondari non sono segnati bene e si rischia di perdersi. Un'altra delusione: i negozietti chiudono alle 17, e dopo non c'è niente, nemmeno un distributore di snack.
Il consiglio che non trovi sulle guide: porta un paio di bastoni da trekking, non per il dislivello (modesto), ma per tenere lontani i cervi. Li ho incontrati all'alba sul sentiero tra Hirasawa e Yabuhara, erano curiosi e non timidi. Un bastone piantato a terra li fa desistere. E non scordare una torcia frontale: le lanterne dei villaggi si spengono alle 21, e il buio è totale.