Cappadocia: le città sotterranee, rifugi segreti o attrazione turistica?
Le città sotterranee della Cappadocia? Oggi sono attrazioni turistiche confezionate, non certo rifugi segreti. Ci sono stato a maggio, giusto in tempo per la primavera, e il dislivello tra ciò che si racconta e ciò che si trova è enorme. Partiamo dal budget: un viaggio medio, diciamo sui 900-1200 euro a persona per una settimana, voli e alloggi inclusi. Per arrivare, il modo più semplice è atterrare a Nevşehir o Kayseri, poi un bus navetta fino a Göreme. Muoversi è un altro problema: i tour organizzati ti portano a Derinkuyu o Kaymaklı, le più famose, ma sono un carosello di gruppi, audio-guide e negozietti di souvenir. In alternativa, noleggiare un'auto costa sui 40 euro al giorno e permette di gestire i tempi, ma le strade sono dissestate e la segnaletica scarsa.
Per visitare il sistema di gallerie, bastano tre giorni pieni: uno per le due città maggiori, più un paio per i percorsi meno battuti. Ma ecco la delusione: Derinkuyu è un girone infernale di code, strettoie e gente che si accalca. Scendi otto piani, ma la sensazione è quella di un parco a tema, non di un rifugio storico. La vera natura di questi luoghi – freddo, buio, claustrofobia – viene mascherata da illuminazione LED e didascalie patinate. Un aspetto negativo che non ho visto in nessuna guida: l'odore di umido e muffa è forte, e chi soffre di problemi respiratori fa fatica.
Un consiglio che non trovi sulle guide: vai a Özkonak, a nord di Avanos. È poco pubblicizzata, ha meno visitatori e conserva ancora un sistema di ventilazione originale con pozzi che arrivano in superficie. Portati una torcia frontale, perché la luce è fioca, e scarpe impermeabili per il fango. Lì capisci davvero la logica difensiva, senza il rumore di fondo dei selfie stick.