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Bordeaux: il vino è buono, ma il conto è amaro

Bordeaux: il vino è buono, ma il conto è amaro

Sì, il titolo dice tutto: il vino è eccezionale, ma preparati a lasciare un rene al ristorante. Budget? Diciamo medio-alto, se vuoi mangiare e bere decentemente senza dormire in ostello. Economico è un miraggio: una cena con due calici ti parte da 50-60 euro a testa, e se ordini una bottiglia mezza seria, sali a tre cifre. Meglio andare a maggio o giugno, prima che arrivi la calura e i prezzi impazziscano con i turisti. Per arrivare, da Milano prendi un volo diretto con Ryanair o EasyJet, un paio d'ore e sei lì. Poi in città ti muovi a piedi o col tram: la zona dei vini è compatta, ma le cantine fuori porta noleggia una macchina. Tre giorni bastano per sgambettare tra la Cité du Vin (bella ma cara, 22 euro di ingresso) e i château della rive droite. Cosa non perdere? Una degustazione in una piccola proprietà, non solo i Grand Cru che ti svuotano il portafogli. Cosa evitare? Le enoteche turistiche sulla piazza della Borsa: paghi il triplo per un bicchiere annacquato. Un consiglio che non trovi sulle guide: vai al mercato di Capucins la domenica mattina, prendi un piatto di ostriche con un bianco secco del posto, spendi la metà di un ristorante e mangi meglio. L'aspetto negativo? La città è affascinante, ma i prezzi sono da capitale francese senza qualità corrispondente. E il traffico per raggiungere Saint-Émilion è un incubo: meglio il trenino locale, almeno non impazzisci col parcheggio.

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