Naxos: l'isola del vino è ancora genuina?
Sì, Naxos è ancora genuina, ma con qualche ombra che vale la pena conoscere. L'isola del vino, quella che profuma di mosto e di terra arsa dal sole, tiene stretto il suo carattere autentico, però non tutto quello che luccica nei calici è oro.
Arrivare è semplice: dal porto di Pireo traghetti quotidiani, circa sei ore con nave convenzionale (economico), oppure tre ore con catamarano (medio). In alta stagione conviene prenotare con un mese d'anticipo. Muoversi sull'isola è facile con scooter o auto a noleggio (circa 35-50 euro al giorno, medio); i bus collegano i centri principali ma non sempre sono puntuali. Per visitare l'essenziale — Chora, il tempio di Apollo, le spiagge di Agios Prokopios e Plaka, e almeno due cantine nei dintorni di Halki — servono quattro giorni. Se si vuole camminare sui sentieri verso le vette e assaggiare tutti i vini doc, una settimana è il minimo.
Il budget si adatta a tutte le tasche: una taverna fuori dai circuiti turistici costa 15 euro a testa (economico), mentre una cena con degustazione in una delle cantine più rinomate può superare i 50 euro (caro). L'alloggio: una stanza a Chora bassa stagione si trova a 60 euro (medio), in agosto si sale a 120-150.
L'aspetto negativo? La zona di Agia Anna è diventata un carosello di lettini a pagamento e musica alta, un contrasto brutale con la quiete del resto dell'isola. È una delusione vedere quella spiaggia così commercializzata, mentre a poche centinaia di metri Plaka conserva ancora un respiro selvaggio.
Un consiglio che non trovate sulle guide: cercate la piccola cantina di Manolis a Moni, senza insegna, riconoscibile solo da un vecchio torchio in pietra all'ingresso. Lì il vino si assaggia in bicchieri di vetro spesso, in compagnia di capre e ulivi secolari. Chiedete il rosso da uve Mavrotragano: è un'esperienza che nessuna degustazione elegante può regalare. Portate contanti, perché il bancomat più vicino è a Halki e Manolis non ama i ritardi.