Tirana: colori, bunker e caos, il mix perfetto?
Tirana: colori, bunker e caos, il mix perfetto? No, non è perfetto, ma è dannatamente divertente. Sì, a patto di avere un buon senso dell'umorismo e tanta pazienza con il traffico.
Quando andare: io punterei a maggio/giugno o a settembre. A giugno fa già caldo umido che ti appiccica la maglietta, ma almeno le sere sono lunghe. Eviterei luglio e agosto, sembra di stare in un forno a microonde con il ghiaccio che si scioglie prima che lo tocchi.
Come arrivare e muoversi: da Milano voli low cost tipo Wizz o Ryanair, in due ore ti lasciano a Tirana. Dall'aeroporto c'è un bus navetta per piazza Skanderbeg, costa poco e parte ogni ora. Dentro città meglio muoversi a piedi o con i furgoncini (i minibus), se non si ha paura di un po' di sana anarchia. I taxi ufficiali hanno prezzi fissi, ma quelli abusivi sono trappole; meglio prenotare via app.
Budget: direi economico. Con 40-50 euro al giorno si mangia, si dorme in un ostello decente e si visitano due musei. Se si vuole un hotel normale e cena con vino, 80 euro bastano. Siamo ancora lontani dai prezzi italiani, per ora.
Tempo necessario: due giorni pieni sono sufficienti per il centro e Bunk'Art 1 e 2. Un terzo giorno per una gita fuori porta.
Cosa non perdere: la Piramide (ora centro culturale, più interessante come monumento di un passato strambo), i bunker (ce n'è uno a pochi passi da piazza Skanderbeg, sembra un fungo di cemento), il Blloku con i bar e i murales colorati, e il mercato di Pazari i Ri per lo street food.
Cosa evitare: di noleggiare un'auto se non si è temerari. Il caos stradale è reale, con incroci dove le strisce pedonali sono solo un consiglio. E meglio evitare di bere l'acqua del rubinetto, anche se dicono sia potabile: per sicurezza meglio quella in bottiglia.
Aspetto negativo: il rumore costante. Musica, clacson, motori. Dopo un po' stanca, e trovare un angolo di silenzio è un'impresa. Se si cerca relax assoluto, meglio portarsi tappi per le orecchie.
Consiglio che non trovi nelle guide: andare al bar "Radio Bar" su Blloku verso le 19, chiedere un rakia e farsi raccontare la storia del quartiere dal proprietario. Parla un inglese stentato ma sa tutto, comprese leggende locali su politici e contrabbandieri.