Cortina d'Ampezzo: trekking e aria frizzante ad agosto
Cortina d'Ampezzo in agosto è un'esperienza che merita, ma con qualche riserva. L'aria frizzante già dal mattino presto è reale, e il trekking nei dintorni è di altissimo livello, ma bisogna mettere in conto una folla che a tratti toglie respiro.
PRO: la varietà dei sentieri è pazzesca. Dal facile giro attorno al lago di Sorapiss fino alla ferrata del Lagazuoi, c'è un ventaglio di opzioni per ogni gamba. La qualità dell'aria e dei panorami è indiscutibile: si sta davvero bene, anche nelle ore centrali se si sceglie un percorso boschivo. L'altro punto a favore sono i rifugi: gestiti bene, con cibo semplice ma genuino, e un'atmosfera che sa di autentica montagna.
CONTRO: il prezzo. Cortina è cara, non si scappa. Un caffè in centro può costare come in una città metropolitana, e i parcheggi sono un salasso. Inoltre la folla: ad agosto il centro è un formicaio, trovare posto per la macchina dopo le 9 è un'impresa, e le code sui sentieri più famosi (Pomagagnon, Faloria) sono inevitabili. Il turismo di massa si sente, e a tratti si perde quel senso di solitudine che si cerca in montagna.
Budget medio-alto. Per dormire e mangiare senza troppi pensieri, meglio mettere in conto un centinaio di euro a testa al giorno, esclusi i trasferimenti. Si arriva comodamente in auto da Bologna in circa tre ore, o col pullman Flixbus fino a Calalzo e poi bus di linea. In loco, il servizio di bus navetta per le valli è sufficiente, ma noleggiare una bici elettrica è una buona alternativa per muoversi tra i sentieri.
Per visitare bene i dintorni, servono almeno tre o quattro giorni. Due sono pochi per assorbire l'atmosfera e non sentirsi di corsa.
La delusione più grande? Il Lago di Sorapiss in alta stagione: a metà pomeriggio è un viavai continuo, difficile trovare un angolo di pace. Il sentiero è bello, ma il lago perde magia se lo si condivide con centinaia di persone.
Un consiglio che non si trova sulle guide: salire al rifugio Averau all'alba, prima che partano le navette. Il silenzio è totale, il sole accende le Tofane e il caffè al rifugio è ancora caldo. Sembra di avere la montagna solo per sé, e il ritorno a valle con la calca diventa sopportabile.
Consigliato per chi cerca trekking di qualità e non teme un po' di ressa per avere un panorama da cartolina.
Sconsigliato se si spera in una montagna solitaria e low cost, o se si ha poca pazienza con le code e i parcheggi.