Lisbona: tramonti, pastéis e turisti con sandali e calzini
Lisbona è fondamentalmente questo: tramonti che sembrano messi lì apposta per Instagram, pastéis de nata che giustificano mezz'ora di fila e una marea di turisti con sandali e calzini che trasformano ogni gradino in una dichiarazione di moda. Budget medio, si spende bene tra cibo e trasporti, ma gli alloggi in centro a giugno 2026 sono già cari come un extravergine al mercato. Da Milano si arriva con voli low cost in due ore e mezza, poi in città ci si muove a piedi o con il metro, che è onesto, mentre il famoso tram 28 è il modo migliore per testare la propria pazienza tra spintoni e selfie. Per vedersela tutta servono almeno tre giorni, ma meglio quattro per non correre come un matto tra Belém e Alfama. L'aspetto negativo? La folla: sembra di essere a un concerto gratis in piazza Duomo, con venditori che ti fermano per un bicchierino di ginjinha ogni dieci passi. Un consiglio fuori dalle guide: invece di fare la fila alla pasteleria più famosa di Belém, prova quella in Rua de São Bento, stessa qualità e zero turisti con sandali. E per il tramonto, evita il Miradouro da Graça zeppo di gente; sali al Jardim do Torel, meno conosciuto ma con vista degna di una cartolina.