Guatemala: Antigua, lago Atitlán e Tikal
Il Guatemala è assolutamente da vedere, ma richiede di accettare un certo grado di imprevedibilità.
Pro numero uno: la varietà di paesaggi è sbalorditiva. Il contrasto tra le architetture coloniali di Antigua, il lago di Atitlán incastonato tra i vulcani e l’imponenza della giungla di Tikal non ha eguali in Centro America. Pro numero due: il costo della vita sul posto è molto basso, per mangiare e dormire si spende circa un terzo di quanto si spende in Italia. Il budget medio (voli a parte) si aggira sui 40-50 euro al giorno per una camera privata e pasti completi, per un viaggio di 12-14 giorni si può stare sotto i 600 euro una volta arrivati.
Contro numero uno: i trasporti sono lenti e frustranti. Lo spostamento da Antigua al lago Atitlán, in teoria poche ore, può diventare una giornata se si incappa in blocchi stradali o nei famosi ingorghi di Panajachel. Contro numero due: il caldo umido a Tikal, unito alle zanzare e all’umidità della giungla, mette a dura prova chi non è abituato. Le guide turistiche parlano di "foresta pluviale", ma la realtà è che si suda in modo imbarazzante già alle 7 del mattino.
Per arrivare, il modo più sensato è volare fino a Città del Guatemala e da lì prendere un pullman diretto per Antigua: costa circa 10 euro e impiega un'ora e mezza. Per muoversi tra le tappe, gli shuttle condivisi sono la scelta pratica (si pagano in agenzia il giorno prima), ma costano un po' più dei bus locali (chicken bus), che sconsiglio a chi ha problemi di spazio personale o portafogli pesanti.
Quanto tempo serve? Almeno 10 giorni: 3 per Antigua, 4 per il lago Atitlán (scegliendo uno o due paesi diversi, non solo Panajachel), e 3 per Tikal con il volo interno da Città del Guatemala a Flores. Se si vuole fare tutto con i bus, servono due settimane piene.
Un aspetto che mi ha deluso è la quantità di venditori ambulanti all'interno del parco di Tikal, davanti ai templi principali. L'esperienza di contemplazione silenziosa delle rovine viene continuamente interrotta da proposte di collanine e statuette. Un consiglio specifico che non si trova sulle guide: a Panajachel, sul lago Atitlán, evitare i ristoranti del lungolago turistico. Meglio salire di un paio di isolati verso la calle Santander e mangiare dalle signore locali che cucinano pupusas e pepián nei cortili interni, si spende la metà e si mangia meglio.
Consigliato per chi cerca un'avventura geograficamente densa e non si spaventa di fronte a imprevisti logistici. Sconsigliato se si hanno meno di 8 giorni disponibili o se si soffre il caldo intenso e gli insetti.