Armenia: monasteri e natura, il segreto del Caucaso?
Armenia non è il segreto ben nascosto del Caucaso che molti blog descrivono, anche perché a giugno 2026 i monasteri principali sono presi d'assalto da gruppi organizzati e la natura intorno è bella ma non eccezionale rispetto ad altre zone vicine.
Il budget è medio: una settimana costa sui 600–800 euro a testa, volo escluso, ma in estate i prezzi lievitano per alloggi e trasporto. Io sono partito da Bologna con un volo scalo a Istanbul, circa 350 euro andata e ritorno. Per spostarsi, il noleggio auto è obbligatorio se si vogliono evitare i rialzi dei taxi locali: 30 euro al giorno per un mezzo base, più 50 euro di assicurazione extra. I minibus esistono ma tra ritardi e corse saltate non sono affidabili. Per vedere i classici – Geghard, Tatev, Noravank – servono almeno 8–10 giorni senza fretta, ma il vero aspetto negativo è la monotonia del paesaggio dopo il terzo monastero: sono tutti simili, poggiati su gole secche, e la natura non è quel verde lussureggiante che le foto fanno credere. A giugno il sole picchia forte e non c'è ombra.
Un consiglio specifico che sulle guide non si trova: evitate il tour del Lago Sevan durante il weekend, perché la spiaggia diventa un caos di locali con musica a palla e rifiuti. Meglio puntare al monastero di Sevanavark alle 6 del mattino, quando è deserto, e poi scappare verso Dilijan. Inoltre, non fidatevi dei sentieri segnati sui cartelli: metà portano a dirupi o a cancelli chiusi, e l'agenzia turistica statale non ha ancora aggiornato la cartellonistica dopo gli smottamenti della primavera. Per muoversi, portatevi una mappa cartacea e un power bank, perché il segnale telefonico sparisce spesso nelle valli. Insomma, l'Armenia regala momenti suggestivi ma non aspettatevi l'eden incontaminato: è un viaggio onesto, con pregi e grossi difetti.