Giappone: Kanazawa e la penisola di Noto, tradizione e mare
Kanazawa e la penisola di Noto offrono un mix perfetto tra tradizione samurai e costa selvaggia, ma richiedono una pianificazione attenta per non perdersi il meglio. Ho passato le ultime settimane a organizzare un viaggio per questo giugno e voglio condividere alcune considerazioni pratiche.
Budget: medio-alto. Kanazawa ha prezzi moderati per cibo e alloggi, ma la penisola di Noto fa lievitare i costi, specialmente per il noleggio auto e i ryokan sulla costa. Calcolerei almeno 200-250 euro al giorno a testa per una sistemazione decente e pasti con pesce locale.
Come arrivare e muoversi: da Milano volo diretto per Tokyo Haneda, poi Shinkansen per Kanazawa (circa 2 ore e mezza). Una volta lì, per la penisola di Noto l'auto è quasi obbligatoria: i bus locali sono rari e non coprono bene le zone più spettacolari. Noleggiare una macchina a Kanazawa e poi restituirla lì è la soluzione più comoda. Se si vuole risparmiare, si può prendere un pullman per Wajima e poi usare taxi, ma il costo lievita e la flessibilità cala.
Tempo necessario: almeno 5-7 giorni pieni. Kanazawa da sola merita due giorni (giardino Kenroku-en, quartiere samurai di Nagamachi, mercato di Omicho). Per la penisola di Noto servono altri 3-4 giorni, per visitare Wajima, la costa di Suzu, le spiagge di Chirihama e i villaggi di pescatori come Fukura. Se si vuole fare anche il giro completo della penisola in auto, un giorno in più non guasta.
Aspetto negativo: la penisola di Noto è stupenda ma decisamente fuori dai giri turistici, e questo si traduce in infrastrutture limitate. Le strade sono spesso strette e tortuose, e molti ristoranti aprono solo su prenotazione o chiudono nei giorni infrasettimanali. A giugno, l'umidità può essere pesante, e le zanzare sulla costa sono fastidiose. Inoltre, alcuni templi e musei hanno orari ridottissimi: nel 2023 (anno d'esempio) avevo letto recensioni di chiusure improvvise, meglio verificare sui siti ufficiali prima di partire.
Consiglio specifico che non trovi sulle guide: a Kanazawa, molti turisti si concentrano sul mercato di Omicho, ma la vera esperienza è fare colazione tardi al ristorante di pesce Kanazawa Port, fuori dal centro, dove i pescatori portano il pescato del giorno. Si mangia un chirashi da paura a metà prezzo rispetto ai locali turistici, e non serve prenotare. Per la penisola di Noto, invece, consiglio di cercare i piccoli agriturismi (minshuku) a conduzione familiare nella zona di Kaga, dove la nonna cucina il pesce appena pescato e spiega la storia locale. Io ho trovato uno spettacolare a Kuchinotsu, ma non lo scrivo per non fargli pubblicità – basta chiedere in giro al porto di Wajima.
Insomma, è una destinazione da esplorare con calma, senza fretta, e con la voglia di accettare qualche imprevisto logistico. Il mare della Noto non è quello delle cartoline tropicali, ma ha un fascino autentico che pochi posti in Giappone sanno dare.