Islanda: la penisola di Snæfellsnes, ghiacciai e villaggi di pescatori
La penisola di Snæfellsnes è un microcosmo dell'Islanda in un'unica striscia di terra, con ghiacciai, villaggi di pescatori e paesaggi che sembrano di un altro pianeta. Per visitarla serve un budget medio-alto: l'Islanda è cara ovunque, ma qui si spende meno che nel Circolo d'Oro, anche se benzina e alloggi restano salati. Si arriva da Reykjavík con un volo domestico per Stykkishólmur (breve e scenico) oppure, più comunemente, in auto da Keflavík: circa due ore e mezza di strada asfaltata fino al ponte che introduce la penisola. Muoversi è semplice, ma un 4x4 è utile per le strade sterrate della costa nord, come quella che porta al faro di Malarrif. Tre giorni sono il minimo per non correre, quattro permettono di visitare con calma i villaggi di Hellissandur, Rif e la chiesa nera di Búðir. Un aspetto deludente è il tempo: anche a giugno possono arrivare nebbia fitta e raffiche di vento che cancellano la vista del ghiacciaio Snæfellsjökull per ore. Un consiglio che non trovate sulle guide: portatevi un thermos di tè caldo e un plaid, e fermatevi a mangiare il fish & chips al porticciolo di Grundarfjörður, non per la qualità (è onesta) ma per osservare i gabbiani artici mentre rubano le patatine ai turisti distratti. La luce di mezzanotte qui è spettacolare, ma rovina le foto se non si usa un filtro.