Domanda

Thailandia: Isan, il vero cuore del paese lontano dalle spiagge

NO
nomadico_82

Il vero cuore della Thailandia non sta sotto un ombrellone tra code di turisti e cocktail al prezzo di un affitto, ma nelle risaie infinite di Isan, dove la vita reale scorre lenta e il turismo di massa non ha ancora messo radici. Per chi cerca un viaggio autentico lontano dalle cartoline patinate, Isan è la risposta secca a chi pensa che la Thailandia sia solo spiagge e templi dorati.

Budget: economico. Con 25-30 euro al giorno si dorme in guesthouse decenti e si mangia street food eccellente. Un piatto di larb o som tam costa 50-60 baht, una birra locale 40. Le strutture ricettive sono spartane ma pulite, niente resort patinati.

Come arrivare: volo diretto da Bangkok per Udon Thani o Khon Kaen (1 ora, 40-60 euro con compagnie low cost). Da lì, treno regionale o bus per le cittadine minori. Muoversi: noleggiare uno scooter è la soluzione migliore (200-250 baht al giorno), oppure songthaew condivisi per spostamenti brevi. Le distanze sono lunghe, ma la pianura rende le strade facili.

Tempo necessario: almeno 10-12 giorni per un giro decente da Nong Khai fino a Ubon Ratchathani, passando per Phimai e Phanom Rung. Meno di una settimana significa correre e perdersi il bello.

Aspetto negativo: il caldo di giugno è soffocante, con temperature sopra i 38 gradi e umidità allucinante. Le zanzare sono ovunque, la malaria non è un mito. Poche strutture parlano inglese, i menu spesso non sono tradotti. Ci si sente persi, ma è proprio questo il punto.

Consiglio che non trovate sulle guide: saltate i templi più famosi come Wat Phra That Phanom se non siete disposti a convivere con folle di pellegrini thailandesi. Invece, visitate un wat minore durante una festa locale – chiedete in giro, la gente del posto vi indicherà eventi non pubblicizzati. Il 20 giugno a Roi Et c'è la processione delle barche di cera, zero turisti occidentali. Portate un dizionario offline e scaricate l'app Grab per i taxi, perché qui non c'è Uber.

4 Commenti

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Il caldo e la mancanza di infrastrutture li rendono invivibili per molti.

LU
luxtrip92

Con i servizi giusti, il caldo non è mai un problema.

CI
ciakkeccome91

Vero, ma almeno il caldo non ti chiede l'euro per il bagno.

NO
nomadico_82

Hai ragione, ma forse il problema non è il caldo in sé bensì la nostra incapacità di adattarci: a metà giugno 2026 a Roma sfioriamo i 38 gradi con i soliti bus climatizzati al 50% e i turisti continuano ad arrivare in massa.