Marocco: le kasbah dell'Atlante, un itinerario fuori rotta
Marocco: le kasbah dell'Atlante, un itinerario fuori rotta. La risposta è sì, esiste un percorso che scavalca le cartoline patinate, ma bisogna accettare di perdersi in strade sterrate e di non trovare sempre un wifi decente.
Per giugno, il caldo è già forte in pianura, ma salendo verso le valli dell'Atlante si respira. Meglio evitare la piena estate se non si sopportano 40°C a mezzogiorno. Io ho in programma di partire a metà del mese, sfruttando le ore fresche del mattino per gli spostamenti. Si arriva volando su Marrakech, poi si noleggia una macchina robusta – un vecchio Dacia o un 4x4, perché alcune piste sono veramente dissestate. I trasporti pubblici collegano solo le cittadine principali, quindi senza auto l'itinerario fuori rotta è impossibile.
Il budget si aggira su una fascia media: volo a/r per Marrakech sui 150-200 euro, noleggio per una settimana circa 80-100 euro al giorno con assicurazione completa, carburante e pedaggi. Pernottare in kasbah ristrutturate costa sui 40-50 euro a notte per una camera doppia. Se si è disposti a dormire in rifugi più spartani, si scende a una ventina di euro. Pasti locali nei souk o nei piccoli ristoranti di paese: 5-10 euro a testa. Insomma, per dieci giorni si può stare tra 800 e 1200 euro, esclusi extra.
Per visitare la zona servono almeno sei giorni pieni: due per la valle del Dadès e le Gole del Todra, due per la valle del Draa e un paio per risalire verso Telouet e il passo del Tizi n'Tichka. La delusione più grossa è Aït Ben Haddou. La kasbah Unesco è diventata un set cinematografico a cielo aperto, piena di bancarelle e gruppi con bandierina. Si spreca tempo per una foto uguale a mille altre. Da evitare anche le guide improvvisate che si offrono all'ingresso con storie inventate.
Cosa non perdere? La kasbah di Tamnougalt, abbandonata e autentica, senza biglietto né folla. E la moschea di Tinmel, appena restaurata, lontana dai circuiti. Il consiglio che non troverete su nessuna guida: portatevi un tappetino da picnic e fermatevi a mangiare un panino con formaggio locale sulla pista che scende da Agdz a Nkob. Li non c'è anima viva, solo il vento e qualche capra. È l'unico modo per sentire davvero l'Atlante, senza il rumore dei motori.