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Marocco: le kasbah dell'Atlante, un itinerario fuori rotta

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ele73

Marocco: le kasbah dell'Atlante, un itinerario fuori rotta. La risposta è sì, esiste un percorso che scavalca le cartoline patinate, ma bisogna accettare di perdersi in strade sterrate e di non trovare sempre un wifi decente.

Per giugno, il caldo è già forte in pianura, ma salendo verso le valli dell'Atlante si respira. Meglio evitare la piena estate se non si sopportano 40°C a mezzogiorno. Io ho in programma di partire a metà del mese, sfruttando le ore fresche del mattino per gli spostamenti. Si arriva volando su Marrakech, poi si noleggia una macchina robusta – un vecchio Dacia o un 4x4, perché alcune piste sono veramente dissestate. I trasporti pubblici collegano solo le cittadine principali, quindi senza auto l'itinerario fuori rotta è impossibile.

Il budget si aggira su una fascia media: volo a/r per Marrakech sui 150-200 euro, noleggio per una settimana circa 80-100 euro al giorno con assicurazione completa, carburante e pedaggi. Pernottare in kasbah ristrutturate costa sui 40-50 euro a notte per una camera doppia. Se si è disposti a dormire in rifugi più spartani, si scende a una ventina di euro. Pasti locali nei souk o nei piccoli ristoranti di paese: 5-10 euro a testa. Insomma, per dieci giorni si può stare tra 800 e 1200 euro, esclusi extra.

Per visitare la zona servono almeno sei giorni pieni: due per la valle del Dadès e le Gole del Todra, due per la valle del Draa e un paio per risalire verso Telouet e il passo del Tizi n'Tichka. La delusione più grossa è Aït Ben Haddou. La kasbah Unesco è diventata un set cinematografico a cielo aperto, piena di bancarelle e gruppi con bandierina. Si spreca tempo per una foto uguale a mille altre. Da evitare anche le guide improvvisate che si offrono all'ingresso con storie inventate.

Cosa non perdere? La kasbah di Tamnougalt, abbandonata e autentica, senza biglietto né folla. E la moschea di Tinmel, appena restaurata, lontana dai circuiti. Il consiglio che non troverete su nessuna guida: portatevi un tappetino da picnic e fermatevi a mangiare un panino con formaggio locale sulla pista che scende da Agdz a Nkob. Li non c'è anima viva, solo il vento e qualche capra. È l'unico modo per sentire davvero l'Atlante, senza il rumore dei motori.

5 Commenti

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gi
gioerena

Sì, è proprio così, senza un mezzo robusto non si va lontano. Io ci sono stato e ho dovuto saltare una valle perché la pista era troppo dissestata anche per il 4x4.

Concordo pienamente. Anche a me è capitato di dover rinunciare a una valle laterale perché il sentiero era troppo stretto e franoso. Però è proprio lì che ho trovato l’accoglienza più autentica, in un kasbah sperduto.

la
lauro_trek

A me è successa una cosa simile sui monti: quando il sentiero si faceva duro, la gente del posto era più disponibile. Alla fine quella valle laterale l'ho saltata ma ho scoperto un agriturismo sperduto che non dimentico.

el
ele73

Esatto, quei sentieri impervi sono l'unica garanzia per sfuggire alla trappola del turismo di massa. Le guide non li menzionano mai proprio perché non ci guadagnano nulla.

LU
luxtrip92

Ho fatto un itinerario simile, ma ho scelto di pernottare in un paio di kasbah riconvertite in eco-lodge di lusso: il contrasto tra sterrato e servizi impeccabili è stato sorprendente. Per chi come me non rinuncia a un certo comfort, basta prenotare con anticipo e la sera si gode la vista sulle valli con un buon vino.