Grecia: l'Epiro tra montagne e fiumi, la Grecia che non ti aspetti
L'Epiro è esattamente la Grecia che non ti aspetti: niente cale affollate, niente locali che suonano musica fino all'alba, ma un paesaggio di montagne scure e fiumi che tagliano gole profonde. Io che vivo a Roma e ho girato un po' la Grecia continentale, qui ho trovato una dimensione che sembra dimenticata dal turismo di massa. Giugno è il mese perfetto per vederlo: le temperature sono ancora sopportabili, i sentieri non sono invasi dalle zanzare e i prati sono verdi. Luglio e agosto diventano torridi sulle quote basse, meglio salire oltre i mille metri.
Arrivarci non è immediato. Il modo più pratico è volo low cost per Preveza o per Ioannina, entrambi aeroporti serviti da compagnie che da Roma partono anche a tariffe dignitose per l'estate. Da lì serve un'auto a noleggio: i trasporti pubblici sono quasi inesistenti e le distanze tra i villaggi di Zagori si percorrono solo su quattro ruote. La spesa media per un viaggio di una settimana si aggira sui 700-900 euro a persona, volo incluso, se si sceglie un alloggio semplice e pranzi in taverne di paese. Si può stare più bassi se si accetta di dormire in agriturismi spartani, ma non esiste la Grecia "super economica" delle isole: qui le alternative low cost scarseggiano. Diciamo budget medio con possibilità di risparmiare evitando il caro sulle località più rinomate.
In sette-otto giorni si ha un quadro completo, ma senza fretta. Cosa non perdersi: il canyon di Vikos, il più profondo del mondo in rapporto alla larghezza, con un sentiero che richiede scarpe robuste. I ponti di pietra di Zagori, sparsi tra i villaggi come opere d'arte dimenticate. E il fiume Voidomatis, dove si può fare un bagno glaciale anche a giugno. Cosa evitare: la strada per il villaggio di Papigo è un colabrodo di buche e tornanti, meglio non affrontarla con una citycar. E non aspettarsi ristoranti stellati: qui si mangia bene ma semplice, a volte ripetitivo.
L'aspetto negativo che pochi dicono: la segnaletica stradale è ridicola, quasi inesistente. Perdersi è la norma. Il consiglio che non trovi su nessuna guida: porta una mappa cartacea della zona di Zagori, perché il telefono perde segnale nei punti più belli, e gli abitanti del posto indicano le direzioni a gesti. E non dimenticare una borraccia capiente: le fontanelle pubbliche ci sono ma distanti, e l'acqua dei fiumi non è sempre potabile nonostante l'aspetto limpido.