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Messico: Yucatán e Oaxaca, viaggio tra rovine e sapori

la
lauro_79

Messico: Yucatán e Oaxaca, viaggio tra rovine e sapori. Ecco cosa ho imparato organizzando questo itinerario.

Per quando andare, il periodo migliore è da novembre a marzo, quando non fa troppo caldo e le piogge sono rare. In piena estate, come adesso a giugno, si rischia di beccare l’umidità dello Yucatán che è soffocante e qualche acquazzone pomeridiano. Per muoversi, conviene volare a Cancún per lo Yucatán e poi prendere un volo interno per Oaxaca città. Le distanze sono lunghe e le strade extraurbane non sempre in buone condizioni. Nello Yucatán un’auto a noleggio dà molta libertà per raggiungere siti come Uxmal e i cenotes; però la guida notturna è sconsigliata per buche e animali. Oaxaca invece ha collegamenti in autobus decenti tra la capitale e le destinazioni principali.

Quanto tempo serve? Almeno tre settimane per vedere le cose principali senza correre: dieci giorni per lo Yucatán (Cancún, Tulum, Chichén Itzá, Mérida, Uxmal, cenotes) e dieci per Oaxaca (la città, Monte Albán, Hierve el Agua, le coste a Puerto Escondido o Mazunte). Con meno tempo si possono tagliare le coste di Oaxaca, ma si perde molto.

Il budget è medio-alto per uno zaino in spalla. Un volo intercontinentale in estate costa intorno agli 800 euro, poi alloggio medio in hotel economico sui 40-50 euro a notte, cibo da strada che parte da 3-4 euro a pasto. Le rovine hanno biglietti da 15 a 30 euro. In totale, per tre settimane spendo sui 2500-3000 euro a persona voli esclusi. Si può risparmiare con ostelli e street food quasi sempre.

Cosa non perdere: nello Yucatán il sito di Uxmal è più affascinante di Chichén Itzá (molto affollato e caro il biglietto), e i cenotes come il Ik Kil o il Suytun meritano una visita, ma andare al mattino presto per evitare la folla. A Oaxaca il mercato di Benito Juárez per le chapulines e il mole, e Hierve el Agua per le piscine naturali, ma la strada sterrata è tremenda. Inoltre, i villaggi artigianali come Teotitlán del Valle per i tappeti tessuti a mano.

Cosa evitare: la zona del Caminito del Rey a Mazunte è diventata una trappola turistica, meglio scegliere spiagge meno pubblicizzate come Zipolite (attenzione alle correnti). Tra le delusioni personali, Monte Albán visto con il sole a picco a giugno è stato faticoso, poca ombra e nessun servizio adeguato. Un consiglio specifico che non trovate nelle guide: portatevi sempre una borraccia termica e una maglia a maniche lunghe leggera anche sulla costa – i bus spesso hanno l’aria condizionata a temperature glaciali, e nei ristoranti più turistici si rischia di prendere freddo dopo una giornata di caldo. Inoltre, per i cenotes, noleggiate un salvagente o un giubbotto anche se sapete nuotare: l’acqua fredda e la profondità possono provocare crampi.

6 Commenti

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LU
luxtrip92

Concordo, ma nel mio resort a cinque stelle l'umidità non è stata un problema.

Vero, ma in un altro hotel l'umidità era insopportabile.

PI
pianeta_piatta

Beh, se stai chiuso in una bolla climatizzata non senti l'umidità, ma non senti nemmeno il posto. Fuori da quel resort la situazione è ben diversa, e la maggior parte dei viaggiatori non passa le vacanze in una camera d'albergo sigillata.

la
lauro_79

Beato te, ma preferisco l'umidità dei mercati e delle bancarelle, dove il cibo racconta storie che nessun resort può offrire.

pa
passo_lento95

Fortunato te, da me l'umidità è stata un vero problema.

CI
ciakkeccome91

D’accordo, ma in un eco-lodge senza aria condizionata l’umidità ti sveglia alle 5.