Perù: tour enogastronomico nella Valle Sacra, esperienze autentiche?
Sì, ma non sempre: dipende molto da chi organizza il tour e da cosa si cerca realmente. Sto pianificando un viaggio per questo giugno e la domanda sulle esperienze autentiche nella Valle Sacra è al centro delle mie ricerche. L’offerta enogastronomica si è ampliata parecchio ultimamente, ma il rischio di cadere in pacchetti pensati esclusivamente per turisti con portafoglio abbondante è concreto.
Per esperienze che abbiano un senso, il budget si colloca tra medio e caro. Un tour organizzato di mezza giornata con degustazioni e visita a una cantina artigianale parte intorno ai 70-80 euro a persona, ma per avere qualcosa di veramente curato – magari con un produttore locale che spiega la fermentazione della chicha o la coltivazione della quinoa – si può arrivare anche a 120-150 euro. Muoversi in autonomia abbassa i costi, ma richiede più tempo e organizzazione.
Per arrivare: volo fino a Lima, poi scalo interno per Cusco, e da lí si prende un taxi collettivo o un transfer privato fino alla Valle (circa un’ora e mezza). Una volta nella valle, i colectivos sono il mezzo più pratico per spostarsi tra Pisac, Urubamba, Ollantaytambo e Chinchero. Noleggiare un’auto è sconsigliabile per le strade dissestate e i controlli frequenti.
Per un itinerario enogastronomico con calma servono almeno quattro giorni. Il problema più grosso è la quota: l'altitudine si fa sentire e l’appetito cala, vanificando in parte le degustazioni. Un’altra delusione l’ho sentita raccontare da chi ha visitato i “mercati tradizionali” di Pisac: molti banchi sono diventati vetrine per souvenir, con poca cucina locale vera.
Un consiglio che non troverete nelle guide: cercate il piccolo laboratorio di sali aromatizzati gestito da una signora a Chinchero, poco prima della piazza principale. Non ha insegna, ma prepara sale con erbe locali e peperoncini andini da portare a casa; la degustazione è gratuita e il prodotto costa pochissimo. È un’autenticità che nessun tour patinato offre.