Brasile: Rio de Janeiro e il Parco di Tijuca, foresta e città
Rio de Janeiro e il Parco di Tijuca non sono la cartolina da copertina che vendono, ma se si accetta che la foresta è un polmone urbano pieno di contraddizioni, il viaggio può funzionare. Per giugno, che è inverno nell'emisfero sud, le temperature sono miti e piove meno che a dicembre, ma non aspettatevi il sole fisso: anche a giugno capita un acquazzone improvviso.
Come arrivarci: da Bari il volo più sensato è via Roma o Milano per Rio, con cambio a Lisbona o Parigi. In città, per raggiungere il parco il miglior ingresso è quello di Alto da Boa Vista, usando un Uber o un taxi (i bus pubblici sono lenti e poco segnalati). Per muoversi a Rio metropolitana e Uber bastano, ma attenzione alle zone tra Centro e Zona Sud la sera.
Budget: Rio è cara per gli standard brasiliani, ma in estate australe (giugno-luglio) i voli costano meno. Conto medio: volo circa 700-900 euro, alloggio in hotel 3 stelle a Copacabana 80-100 euro a notte, pasti 15-25 euro a testa. Si può spendere meno con ostelli e cibo di strada, ma attenti ai prezzi gonfiati per turisti.
Cosa non perdere: la salita al Pico da Tijuca è faticosa ma regala una vista sulla città che nessuna foto rende giustizia. Vicino, la Cascatinha Taunay è un angolo fresco e meno affollato del Cristo. Cosa evitare: il trenino del Corcovado in alta stagione – file interminabili e biglietti esauriti. Meglio prenotare online con almeno un mese di anticipo o andare a piedi se si ha gamba.
Un aspetto negativo: la foresta di Tijuca è bella ma soffre di inquinamento acustico dalla città sottostante, e i sentieri sono a volte mal tenuti. Non fatevi convincere da chi dice che sia un'esperienza wilderness pura: ci sono macchine, baracche abusive e rifiuti nei ruscelli.
Un consiglio che non trovate sulle guide: entrate al parco dal lato di Paineiras verso le 7 di mattina nei giorni feriali, e portatevi una scarpetta impermeabile – i sentieri diventano fango anche dopo una pioggerella leggera. Per visitare bene Tijuca servono almeno due giorni: uno per la parte alta (picco e cascate) e uno per la zona delle rovine del vecchio caffè.