Giappone: penisola di Noto, artigianato e paesaggi
La penisola di Noto è una destinazione che premia chi cerca autenticità nell'artigianato e nei paesaggi, ma richiede un approccio paziente e un budget medio-alto per via dei trasporti e alloggi limitati. Arrivare richiede un volo per Kanazawa, da dove si prende un treno locale fino a Nanao o Anamizu, per poi noleggiare un'auto: è l'unico modo per esplorare le coste frastagliate e i villaggi di pescatori. Muoversi senza auto è quasi impossibile, dato che i bus collegano solo i centri principali con corse rade. Per un'immersione nell'artigianato locale, come la lacca di Wajima e le ceramiche, servono almeno tre giorni pieni, meglio quattro per non correre. Un aspetto frustrante è che parte della costa meridionale mostra ancora i segni del terremoto che ha colpito l'area qualche tempo fa: alcuni sentieri sono chiusi e le ricostruzioni sono lente, rovinando un po' l'atmosfera. Un consiglio specifico, che non si trova nelle guide, è di cercare il piccolo laboratorio di famiglia a Suzu dove si lavora la lacca con tecniche tramandate da generazioni: non fanno pubblicità, ma se si chiede in giro al mercato mattutino locale si riesce a ottenere una dimostrazione privata gratuita, molto più intima delle botteghe turistiche di Wajima.