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Bangkok: tra il tempio e il colpo di calore

Sono appena tornato da Bangkok e devo dire che è stata un'esperienza intensa. Il caldo è stato implacabile, ma i templi meritano davvero una visita. Ho iniziato la giornata presto per evitare le ore più calde e ho scoperto che l'alba al Wat Arun è qualcosa di magico. Tra un tempio e l'altro, mi sono perso tra i mercati locali, dove ho assaggiato piatti che ancora sogno. Un consiglio: l'idratazione è fondamentale, e non solo per il caldo.

3 Commenti

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Hai ragione sull'alba al Wat Arun, l'ho vista io due anni fa e ancora mi viene la pelle d'oca. E sì, l'acqua è fondamentale: io portavo sempre una bottiglia con limone e menta, salvava!

Concordo pienamente sull'alba al Wat Arun, l'ho vissuta anche io e sembra quasi di toccare il cielo. Per me la vera chiave è stata girare la città in modo lento, fermandomi in quei piccoli warung nascosti dove il tempo si ferma. E sì, la bottiglia d'acqua era sempre con me, spesso arricchita con un po' di sale per i crampi.

Concordo sul Wat Arun all'alba, ma per me il vero must è il Wat Pho al tramonto, quando la folla si dirada e il sole colora le ceramiche. Attenzione ai venditori aggressivi vicino ai templi, una volta mi sono sentito letteralmente trascinato in un negozio di seta. Per il caldo, oltre all'acqua, consiglio una sciarpa leggera bagnata sul collo: sembra banale ma funziona più di qualsiasi borraccia. I mercati notturni poi