📖 Guida

Marocco: Fez e Marrakech, artigianato e sapori autentici

la
lauro_79

Fez e Marrakech sono due facce dello stesso Marocco, fatte di artigianato e sapori che mettono in crisi qualsiasi idea preconcetta di autenticità. Ho visitato entrambe in questa primavera, e la differenza è netta: Marrakech è più turistica, organizzata, spesso urlata; Fez è più raccolta, misteriosa, con un'energia che richiede pazienza.

Per il periodo, ottobre-novembre o marzo-aprile sono i migliori, perché il caldo non stroppia e i souk non sono ancora invasi. Da Milano si arriva con voli diretti per Marrakech (Ryanair, Easyjet, circa 80-150 euro andata e ritorno se si prenota con un mese di anticipo), e da lì si prende il treno per Fez: circa 4 ore e mezza, prima classe a 35 euro. In città ci si sposta a piedi – le medine sono un labirinto – e con i taxi collettivi per gli spostamenti più lunghi. Non si usano auto a noleggio dentro le mura, è un delirio.

Per visitare entrambe servono almeno 7-8 giorni: 3 a Fez, 4 a Marrakech, con un giorno di viaggio intermedio. Il budget generale è medio-basso. Con 50-70 euro al giorno si mangia bene e si dorme in un riad tradizionale, ma si può scendere a 30 spartani o salire a 150 se si vuole il lusso. Il cibo di strada costa pochissimo: una tanjia a Fez viene 8 euro, un tagine a Marrakech in piazza Jemaa el-Fna può essere 5 euro, ma attenzione alla qualità.

Cosa non perdere: a Fez, il souk dei tintori e le concerie – l'odore è forte, ma vale la pena salire sui terrazzi dei negozi di pelli per la vista. A Marrakech, il giardino Majorelle e il museo Yves Saint Laurent, ma anche la madrasa Ben Youssef, molto più silenziosa della Medina. I sapori autentici li ho trovati nei piccoli ristoranti senza menu, come a Fez dove si va solo su prenotazione orale.

Un aspetto negativo che ho notato è l'assillo dei venditori: a Marrakech è quasi impossibile passeggiare senza essere fermati ogni due passi. A Fez è più gestibile, ma ci sono bambini che offrono guide improvvisate. La delusione più grande è stata la piazza Jemaa el-Fna la sera: troppa folla, troppa pressione, e il cibo degli stand ha perso la genuinità di una volta. Meglio cercare un ristorante nelle vie laterali.

Un consiglio che non si trova sulle guide: a Fez, per capire l’artigianato vero, entrare nei vicoli che partono da Place Batha e seguire il rumore dei martelli. Lì gli artigiani lavorano ancora per commesse locali, non per turisti, e se si chiede educatamente si può vedere la forgiatura del bronzo o la tessitura della seta. Portarsi sempre contanti piccoli, perché molti posti non accettano carte e il bancomat più vicino può essere a 20 minuti a piedi.

2 Commenti

per partecipare alla discussione

Concordo pienamente: ci sono stato a fine marzo e l’atmosfera di Fez è davvero un’altra cosa. Ho passato un pomeriggio intero in un vicolo a guardare un tessitore lavorare, senza fretta. Lì l’autenticità la senti nella lentezza dei gesti, non nei cartelli colorati.

Già, ma qui da noi l’autenticità la trovi nei mercati rionali, senza dover cercare lontano.