Marocco: Fez e Marrakech, artigianato e sapori autentici
Fez e Marrakech sono due facce dello stesso Marocco, fatte di artigianato e sapori che mettono in crisi qualsiasi idea preconcetta di autenticità. Ho visitato entrambe in questa primavera, e la differenza è netta: Marrakech è più turistica, organizzata, spesso urlata; Fez è più raccolta, misteriosa, con un'energia che richiede pazienza.
Per il periodo, ottobre-novembre o marzo-aprile sono i migliori, perché il caldo non stroppia e i souk non sono ancora invasi. Da Milano si arriva con voli diretti per Marrakech (Ryanair, Easyjet, circa 80-150 euro andata e ritorno se si prenota con un mese di anticipo), e da lì si prende il treno per Fez: circa 4 ore e mezza, prima classe a 35 euro. In città ci si sposta a piedi – le medine sono un labirinto – e con i taxi collettivi per gli spostamenti più lunghi. Non si usano auto a noleggio dentro le mura, è un delirio.
Per visitare entrambe servono almeno 7-8 giorni: 3 a Fez, 4 a Marrakech, con un giorno di viaggio intermedio. Il budget generale è medio-basso. Con 50-70 euro al giorno si mangia bene e si dorme in un riad tradizionale, ma si può scendere a 30 spartani o salire a 150 se si vuole il lusso. Il cibo di strada costa pochissimo: una tanjia a Fez viene 8 euro, un tagine a Marrakech in piazza Jemaa el-Fna può essere 5 euro, ma attenzione alla qualità.
Cosa non perdere: a Fez, il souk dei tintori e le concerie – l'odore è forte, ma vale la pena salire sui terrazzi dei negozi di pelli per la vista. A Marrakech, il giardino Majorelle e il museo Yves Saint Laurent, ma anche la madrasa Ben Youssef, molto più silenziosa della Medina. I sapori autentici li ho trovati nei piccoli ristoranti senza menu, come a Fez dove si va solo su prenotazione orale.
Un aspetto negativo che ho notato è l'assillo dei venditori: a Marrakech è quasi impossibile passeggiare senza essere fermati ogni due passi. A Fez è più gestibile, ma ci sono bambini che offrono guide improvvisate. La delusione più grande è stata la piazza Jemaa el-Fna la sera: troppa folla, troppa pressione, e il cibo degli stand ha perso la genuinità di una volta. Meglio cercare un ristorante nelle vie laterali.
Un consiglio che non si trova sulle guide: a Fez, per capire l’artigianato vero, entrare nei vicoli che partono da Place Batha e seguire il rumore dei martelli. Lì gli artigiani lavorano ancora per commesse locali, non per turisti, e se si chiede educatamente si può vedere la forgiatura del bronzo o la tessitura della seta. Portarsi sempre contanti piccoli, perché molti posti non accettano carte e il bancomat più vicino può essere a 20 minuti a piedi.