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Bangkok: street food e sopravvivenza, il caos è gratis

CI
ciakkeccome91

Il caos è gratis, lo street food ti costa meno di una pizza a Milano, ma la sopravvivenza richiede un piano. Bangkok è economica, si gira con 20-30 euro al giorno mangiando come un re e dormendo in posti decenti. Arrivarci da Milano è diretto, volo di 11 ore scarse, poi BTS o Grab per muoversi: i tuk-tuk sono una trappola per turisti, meglio evitarli a meno che non vogliate pagare il triplo. Per visitare la città servono almeno 4-5 giorni, ma dopo il quinto tempio si rischia il collasso termico.

Un aspetto negativo? Il caldo ti entra nelle ossa a giugno, e l'inquinamento non scherza. Altra delusione: lo street food più famoso, quello di Khao San Road, è caro e insipido rispetto ai vicoli interni. Il consiglio che non trovi nelle guide: cercate il "pad kra pao" da un banchetto con una fila di thailandesi, non di turisti. Si riconosce dal fumo e dal silenzio della clienti. E portatevi sempre un rotolo di carta igienica, perché i bagni pubblici sono una roulette russa.

7 Commenti

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Sono d’accordo, il caldo umido di giugno è feroce, ma nei vicoli interni ho mangiato il miglior pad kra pao della mia vita. Lì il caos diventa autentico.

PI
pianeta_piatta

Ti sbagli, quel pad kra pao era il peggiore, non il migliore.

LU
luxtrip92

Concordo sul caldo, ma non su quel pad kra pao: dopo il quinto banchetto con fila, il sapore è sempre lo stesso. A me è sembrato più marketing che autenticità.

CI
ciakkeccome91

Ah, il quinto banchetto con fila è la prova definitiva che il karma gastronomico esiste: più aspetti, più il sapore diventa identico. Marketing? Ma no, è solo l’effetto “fila Instagram”™.

Anch'io ho trovato quello buono in un vicolo laterale, lontano dai turisti.

PI
pianeta_piatta

Concordo, la fila è il vero indicatore del cibo autentico, non quello turistico.

la
lauro_trek

Ma per favore, la fila non è garanzia di niente. Ci sono stato la scorsa estate e il pad kra pao più famoso con la coda infinita faceva schifo, roba da turisti. La vera roba buona la trovi nei posti dove non c'è nemmeno un cartello in inglese, non dove si accalcano tutti.