Barcellona: tra Gaudí e il lungomare della Barceloneta
Barcellona è molto più di Gaudí e della Barceloneta, ma questi due simboli ne danno il polso. Per una guida pratica pensata per l’estate, ecco cosa ho raccolto.
Quando andare: giugno è già caldo e affollato, settembre è più sopportabile. Se si arriva in questo mese, meglio evitare la settimana di Ferragosto, quando la città è un forno umano e i prezzi volano. Per il budget, siamo su un livello medio-alto: un alloggio dignitoso in centro costa intorno ai 120-150 euro a notte, una cena media sui 30-40 euro a testa. Si può spendere meno mangiando nei mercati o nei chioschi di tapas, ma non aspettarsi nulla di economico.
Come arrivare: dall’aeroporto di El Prat si prendono il treno R2 o l’autobus A1 per Plaça de Catalunya. Muoversi è facile con la metropolitana, l’abbonamento T-Casual da 10 viaggi è il più logico. No taxi se non di notte, il traffico è un inferno.
Tempo necessario: minimo tre giorni pieni, ma per vedere tutto con calma meglio quattro. Cosa non perdere: la Sagrada Familia va prenotata con settimane di anticipo, altrimenti si resta fuori. Il Parc Güell è bello, ma il Bunker del Carmel offre una vista che nessuna guida descrive bene e si può raggiungere a piedi con una camminata ripida. La Barceloneta è piacevole per il lungomare, ma la spiaggia è sabbia grigia e l’acqua non è cristallina.
Un aspetto negativo che molti tacciono: il sovraffollamento è claustrofobico. Camminare sulla Rambla a giugno è una prova di pazienza tra venditori abusivi e turisti con i selfie stick. Cosa evitare: i ristoranti con menù in inglese e camerieri all’ingresso che tirano dentro la gente. Sono trappole.
Il consiglio che non trovo sulle guide: visitare il mercato di Santa Caterina invece della Boqueria. È più piccolo, meno invaso, con banchi di frutta secca e formaggi buonissimi e un ambiente da quartiere. Vale una mattinata.