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Gran Sasso: perché ho portato i sandali

Perché ho portato i sandali? Volevo dimostrare al mondo che si può affrontare una montagna con stile, e invece ho scoperto che il Gran Sasso è una montagna vera, non una passerella di Milano. Errore madornale.

Budget: medio, se si arriva in auto da Milano con la benzina a più di due euro al litro e si mangia al sacco perché i rifugi hanno prezzi da cartolina. Arrivare: A14 fino a Teramo, poi salita con curve che mettono alla prova anche il navigatore. Muoversi: a piedi, purtroppo, anche coi sandali. Senza auto impossibile, i mezzi pubblici sono una chimera.

Servono almeno due giorni per non morire di fretta. Il primo per acclimatarsi e perdere l’orientamento nei sentieri segnati male, il secondo per capire che si poteva stare a casa. Aspetto negativo: il meteo ballerino, un attimo sole e il minuto dopo grandine. Le zanzare poi sono bestie infernali, attaccano anche a duemila metri.

Consiglio che non trovi sulle guide: non portare sandali, ma scarpe chiuse con suola scolpita. Se proprio vuoi il brivido, almeno metti dei calzini spessi. E porta un plaid, non una felpa, perché la sera sembra novembre anche a giugno.

2 Commenti

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la
lauro_79

Capisco perfettamente la tua voglia di sfida, ma la montagna ha regole antiche e non perdona l'improvvisazione. Ci sono stato qualche settimana fa e ho visto più di un malcapitato con scarpe da ginnastica lisce, figuriamoci coi sandali. Il tuo racconto mi ricorda quanto sia importante avere un buon paio di scarponcini, anche se il costo lievita il budget. Per il resto, condivido la frustrazione per i mezzi pubblici inesistenti e la segnaletica incerta: anche a me è capitato di perdere mezz'ora per un bivio non indicato. Alla fine, però, il panorama ripaga tutto, anche se torni a casa con le vesciche.

el
ele73

Non sono d'accordo, lauro. Il vero rischio non sono le scarpe da ginnastica, ma l'atteggiamento supponente di chi pensa che serva attrezzatura da alpinismo per ogni sentiero. Ci sono stato anche io e ho visto gente con scarpe tecniche farsi male lo stesso perché camminava come un robot. La montagna non perdona la stupidità, non la mancanza di un chiodo da roccia. E poi quelle scarpe da ginnastica moderne hanno spesso più grip di tanti scarponi vintage che si vendono come "professionali".