Gran Sasso: perché ho portato i sandali
Perché ho portato i sandali? Volevo dimostrare al mondo che si può affrontare una montagna con stile, e invece ho scoperto che il Gran Sasso è una montagna vera, non una passerella di Milano. Errore madornale.
Budget: medio, se si arriva in auto da Milano con la benzina a più di due euro al litro e si mangia al sacco perché i rifugi hanno prezzi da cartolina. Arrivare: A14 fino a Teramo, poi salita con curve che mettono alla prova anche il navigatore. Muoversi: a piedi, purtroppo, anche coi sandali. Senza auto impossibile, i mezzi pubblici sono una chimera.
Servono almeno due giorni per non morire di fretta. Il primo per acclimatarsi e perdere l’orientamento nei sentieri segnati male, il secondo per capire che si poteva stare a casa. Aspetto negativo: il meteo ballerino, un attimo sole e il minuto dopo grandine. Le zanzare poi sono bestie infernali, attaccano anche a duemila metri.
Consiglio che non trovi sulle guide: non portare sandali, ma scarpe chiuse con suola scolpita. Se proprio vuoi il brivido, almeno metti dei calzini spessi. E porta un plaid, non una felpa, perché la sera sembra novembre anche a giugno.