Santa Margherita Ligure: la dolce vita è ancora possibile?
Santa Margherita Ligure: la dolce vita è ancora possibile? No, non come la sognava Fellini: qui la dolce vita è una questione di portafoglio, non di stato d'animo.
L'ho visitata all'inizio di questa estate e ho trovato un posto che incanta senza dubbio, ma a un prezzo. Il budget necessario è decisamente alto: parliamo di un weekend che, volendo stare con un minimo di dignità (hotel carino, cena in un ristorante con vista, aperitivo sul lungomare), supera facilmente le quattro cinquecento euro a persona. Si può risparmiare scegliendo alloggi più economici nelle frazioni vicine, ma allora il fascino della location si perde. La città è compatta: si gira benissimo a piedi, e per arrivare il treno da Milano è la scelta più comoda, circa due ore con un regionale veloce. Una volta scesi, la stazione è a due passi dal centro. Noleggiare una bici o uno scooter non serve, a meno di non voler esplorare le alture o Portofino.
Per visitare Santa Margherita e assaporarla senza correre bastano due giorni pieni: uno per il lungomare, il porto, le viuzze e il castello, un altro per una gita a piedi fino a Portofino o per un bagno in una delle calette raggiungibili a nuoto. Il problema è che a giugno la folla è già fastidiosa, e la spiaggia pubblica è microscopica e affollatissima: una delusione per chi cerca relax senza sborsare una fortuna per stabilimenti balneari. Altro aspetto negativo: molti ristoranti con vista, pur carissimi, servono piatti mediocri, una trappola per turisti che abbocca.
Il consiglio che pochi conoscono e che ha salvato il mio soggiorno: evitare la passeggiata a mare tra le 18 e le 20, ora in cui è un formicaio. Meglio salire al Santuario di Nostra Signora della Rosa, una camminata di venti minuti con una vista mozzafiato sulla baia, e tornare giù dopo il tramonto, quando il lungomare si svuota e la luce è perfetta per una cena senza ressa. Lì la dolce vita si intravede, ma solo se si sceglie il momento giusto.