Izu: onseng e coste frastagliate a sud di Tokyo
Sì, Izu è esattamente ciò che promette: una penisola di onseng e coste frastagliate a sud di Tokyo. Il budget per una visita può variare molto: esistono sistemazioni economiche nei guesthouse o nei minshuku a partire da 5.000 yen a notte, ma la maggior parte dei ryokan con onseng privato richiede almeno 15.000-25.000 yen a persona, mentre quelli di fascia alta superano i 50.000 yen. Per arrivare ci si muove da Tokyo con lo Shinkansen fino ad Atami, circa 50 minuti, e poi si prosegue con i treni locali della linea Izu Kyuko o con i bus lungo la costa. Una volta sul posto, spostarsi con l’auto a noleggio è quasi indispensabile per raggiungere le calette più isolate, dato che i mezzi pubblici sono poco frequenti, specialmente nella parte meridionale. Per una visita completa servono almeno tre o quattro giorni, meglio cinque se si vuole esplorare anche l’entroterra collinare e fare qualche trekking sul Monte Omuro o lungo la costa di Jogasaki.
Un aspetto negativo che ho riscontrato è che durante i fine settimana estivi le località come Atami e Ito diventano molto affollate, con file interminabili per entrare nei bagni termali pubblici e parcheggi pieni. Inoltre, alcune delle scogliere più spettacolari sono purtroppo deturpate da recinzioni metalliche e cartelli, un compromesso tra sicurezza e paesaggio che a me ha lasciato un po’ di amaro in bocca.
Un consiglio specifico che non si trova sulle guide più comuni: invece di concentrarsi sugli onseng di Ito o Atami, prova a prendere il bus per Shuzenji, un’antica città termale nell’entroterra. Lì si trova un ryokan storico chiamato Arai Ryokan, ma soprattutto si può camminare lungo il fiume Katsura con le sue passerelle in pietra e bagni pubblici gratuiti. Un’esperienza molto più autentica e meno turistica rispetto alla costa, e con un costo notevolmente inferiore.