🗺️ Itinerario

Golfo di Orosei: cale nascoste e acque da sogno

Il Golfo di Orosei vale il viaggio, ma non per tutte le cale che vedi sui social: alcune sono raggiungibili solo via mare, altre sono così affollate da togliere il respiro nel senso sbagliato. Io ho organizzato un itinerario di quattro giorni, spendendo intorno ai 200 euro al giorno a persona per una fascia media – con pranzi al sacco e qualche cena al ristorante semplice si può scendere, ma se si sceglie l'albergo in paese si sale. Arrivare è lineare: aereo per Olbia (da Bologna ci sono voli diretti, anche low cost se si prenota con anticipo), poi auto a noleggio obbligatoria per muoversi lungo la costa. Il tempo minimo per assaporare la zona senza sentirsi di corsa è di tre/quattro giorni, ma se si vuole esplorare anche l'entroterra serve una settimana.

Giorno 1: arrivo e primo assaggio a Cala Gonone. Parto da Bologna la mattina presto, atterro a Olbia intorno alle dieci, ritiro l'auto e guido fino a Cala Gonone (circa un'ora e mezza, strada panoramica ma tortuosa). Lascio i bagagli in un B&B prenotato mesi prima – fondamentale, perché a giugno è già alta stagione. Nel pomeriggio faccio una passeggiata sul lungomare e poi prendo un taxi boat per cala Luna e cala Sisine. Sono le più facili da raggiungere in barca, ma l'acqua è cristallina e la sabbia fine. Sconsiglio di fermarsi oltre le quattro: tornano tutte le barche turistiche e la cala diventa un caos. Cena in un ristorante di pesce a Cala Gonone, prezzo medio 35 euro a testa. Budget giornata: circa 85 euro (volo escluso, auto a noleggio 40 euro al giorno).

Giorno 2: trekking a cala Goloritzè. Sveglia alle sei, colazione veloce, poi guida fino al parcheggio di Su Porteddu (20 minuti). Il sentiero è impegnativo: un'ora di discesa su rocce, con tratti esposti. Servono scarpe da trekking e almeno due litri d'acqua a persona. Arrivato, la cala è quasi deserta, l'acqua turchese e l'arco naturale impressionante. Se si vuole salire sulla punta per la foto iconica, serve un piccolo supplemento di equilibrio. Aspetto negativo: al ritorno la salita è massacrante, e senza preparazione fisica si soffre. Dopo il bagno e il pranzo al sacco, risalgo e torno a Cala Gonone per un giro in kayak nel tardo pomeriggio (noleggio 20 euro l'ora). Cena più leggera, pizza e birra. Budget giornata: 30 euro (parcheggio 5, kayak 20, cena 15).

Giorno 3: esplorazione via mare verso nord. Ho prenotato una gita in barca con partenza da Cala Gonone alle nove. Si visitano cala Mariolu e cala Biriola, con due soste bagno. Sono le più spettacolari per i fondali – si vedono banchi di pesci anche a riva. La barca è semi-affollata (20 persone), ma si riesce a godersi la calma quando si nuota lontano. Delusione: cala Mariolu ha un chiosco caro e fastidioso, meglio portarsi il pranzo. Consiglio specifico non da guide: portare una maschera con lenti graduate se si è miopi, perché i fondali meritano ogni dettaglio e gli occhiali da sole non bastano. Rientro alle 17, doccia e trasferimento in un agriturismo nell'entroterra (20 minuti da Dorgali), per una cena più autentica. Budget giornata: 80 euro (gita 55, agriturismo con cena 25).

Giorno 4: ultimo sguardo e ritorno. Mattina libera per una brevissima visita alle Grotte del Bue Marino, ma onestamente se non si ha mezza giornata extra meglio saltarle – sono belle ma il costo (15 euro) e la fila non giustificano lo stress. Preferisco fare un ultimo bagno a cala Cartoe, raggiungibile a piedi da Cala Gonone in 20 minuti, meno famosa ma tranquilla. Pranzo veloce e poi guido verso Olbia per il volo del pomeriggio. Budget giornata: 25 euro (ingresso grotte no, pranzo al sacco, benzina).

Il budget complessivo per questa quattro giorni è medio-alto, sui 900 euro a testa volo e auto inclusi. Se si riesce a condividere l'auto e si sceglie un camping, si scende a 500. Il consiglio che non si trova sulle guide: evitare di concentrare tutto sulle cale marine. L'entroterra, con i paesi di Dorgali e Orosei, offre una pace e una cucina che compensano la folla delle spiagge. E se arriva una giornata di vento forte – succede a giugno – il mare si agita e le barche non partono, avere un piano B con un trekking sui monti del Supramonte salva la vacanza.

3 Commenti

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LU
luxso99

Sì, condivido: alcune cale sono splendide ma in alta stagione diventano invivibili. Io ci sono stato con un battello privato e ho evitato la folla: scomodo ma necessario se vuoi godertelo senza stress.

be
benny75

Concordo, anche io ho usato un gommista per le cale più remote, consiglio.

Il battello privato è l’unica strategia che funziona, ma anche lì ormai è tutto tarato sui turisti. Secondo me il vero affollamento mentale è sapere che quelle acque le hai già viste mille volte nei feed, quindi il fascino cala subito.