Santa Venerina: borgo dell'Etna e sapori di settembre
Santa Venerina: borgo dell'Etna e sapori di settembre? Sì, è uno di quei posti che vale la pena visitare proprio a settembre, quando la vendemmia è nel vivo e le sagre locali danno il meglio. Non ci sono ancora stato, ma sto pianificando per questo autunno e ho raccolto un po' di informazioni che mi sembrano utili.
Il budget per una giornata qui è medio-basso: si mangia bene con 20-30 euro a testa in un agriturismo o in una trattoria del centro, le degustazioni di vino e prodotti tipici hanno prezzi onesti. Per chi vuole fermarsi qualche giorno, i B&B partono da 50-60 euro a notte in bassa stagione, ma a settembre con le fiere potrebbe salire. Arrivare da Milano è fattibile: volo per Catania (circa un'ora e mezza), poi noleggio auto obbligatorio perché i mezzi pubblici per Santa Venerina sono rari e scomodi. In auto dall'aeroporto si fa in 35 minuti. Muoversi nel borgo è semplice a piedi, ma per i dintorni serve la macchina.
Quanto tempo serve? Una mezza giornata per il centro e la chiesa madre, ma per godersi i sapori e magari fare un'escursione sulle pendici dell'Etna (il Parco dell'Etna è vicinissimo) servono almeno due giorni pieni. Settembre è ideale perché il clima è mite, ma attenzione: le strade per i crateri possono essere chiuse per attività vulcanica, meglio controllare prima.
Un aspetto negativo: il borgo in sé non ha un centro storico particolarmente scenografico. A differenza di altri paesi etnei come Randazzo o Zafferana, Santa Venerina è più un paese agricolo, con qualche palazzo liberty ma niente di mozzafiato. Chi cerca cartoline da cartolina potrebbe restare deluso. La vera attrazione è la campagna, i vigneti, le cantine.
Il consiglio specifico che non trovi sulle guide: cercare la sagra dell'uva e del vino che di solito cade la seconda domenica di settembre. È un evento poco pubblicizzato fuori dalla Sicilia, ma lì si assaggiano i nerello mascalese e il carricante direttamente dai produttori locali, senza le code delle cantine più famose. Portarsi un quaderno per segnare i nomi delle aziende, perché molte non hanno sito web.
Insomma, Santa Venerina è una sosta autentica, lontana dal turismo di massa. Però bisogna essere preparati a muoversi in auto e a non aspettarsi monumenti da guida turistica. I sapori, quelli, ripagano ogni sforzo.