Olinda: l'altra faccia del Brasile, non fidarti delle guide
Olinda: l'altra faccia del Brasile, non fidarti delle guide
Le guide turistiche raccontano favole su Olinda, la verità è molto più complessa. Si spacciano per la città coloniale perfetta, ma nascondono un lato meno patinato. Quando andare: giugno è ideale perché è inverno, clima asciutto e temperature piacevoli, ma evita il carnevale a febbraio – prezzi alle stelle e ressa soffocante. Come arrivarci: volo per Recife, poi bus locale o taxi per una ventina di minuti. Dentro Olinda ci si muove a piedi, ma preparati a salite continue; non c'è trasporto pubblico interno degno di nota. Budget medio: una stanza in pousada costa circa 150 reais a notte, un pasto in ristorante turistico 70 reais, ma si può spendere meno nei locali frequentati dai residenti. Cosa non perdere: il Monastero di São Bento e il Miradouro do Alto da Sé, ma il vero pezzo forte sono le stradine secondarie del Carmo, lontano dai negozi di souvenir. Cosa evitare: le cene nei ristoranti con vista sul mare – sono care e la qualità è bassa. Aspetto negativo: la collina è stancante e i venditori ambulanti sono insistiti fino all'ossessione, rovinano la passeggiata. Serve almeno un giorno pieno, due se vuoi visitare anche i musei locali. Un consiglio specifico che non trovi sulle guide: cerca la Rua do Amparo al tramonto, non ci sono turisti, solo anziani che giocano a carte, e da lì si vede Recife in controluce senza la folla dei punti panoramici ufficiali.