Castellammare del Golfo: spiagge e tonnara, è ancora autentico?
Sì, Castellammare del Golfo conserva ancora un certo grado di autenticità, ma la si deve cercare lontano dalla folla che invade la spiaggia principale a giugno. Ho trascorso alcuni giorni nella zona all'inizio di questa estate e il contrasto è netto: il centro storico, con le sue scalinate strette e le botteghe dove il pesce viene ancora venduto al mattino presto, sembra sospeso in un'altra epoca. Poi ci si sposta verso la costa e il turismo mordi e fuggi prende il sopravvento, con ombrelloni a file e prezzi da cartello. Per quanto riguarda il budget, direi che è medio: si possono trovare piccoli appartamenti in paese a cifre ragionevoli, ma i ristoranti con vista sulla tonnara costano cari, inevitabilmente. Per arrivare, il modo più pratico è l'aeroporto di Palermo e poi un'auto a noleggio, perché i bus ci sono ma sono rari e scomodi per raggiungere le spiagge più isolate. Una volta lì, muoversi a piedi per il centro è ideale, ma per scoprire le calette bisogna guidare. Per visitare bene la zona servono almeno due giorni interi: uno per il paese e la tonnara, un altro per le spiagge come Guidaloca o la riserva dello Zingaro, che è poco distante. La delusione più grande è stata proprio la spiaggia della tonnara: bella da vedere da lontano, ma con un parcheggio caotico e un'acqua non cristallina come pubblicizzato. Un consiglio che non troverete sulle guide è di andare al tramonto sul molo vecchio, dalla parte opposta rispetto alla tonnara, dove i locali vengono a pescare con le canne e il silenzio è rotto solo dal rumore delle onde. In quel momento, sì, l'autenticità è ancora lì, basta saperla trovare.