Courchevel: neve e champagne, l'élite sulle piste
Courchevel è esattamente questo: neve perfetta e champagne a volontà, il paradiso dell’élite dello sci, ma con un prezzo che pochi possono permettersi. Scrivo da Milano mentre pianifico la stagione invernale, e per me Courchevel resta il top assoluto per chi non bada a spese. Il budget qui è decisamente caro: si parla di almeno diverse migliaia di euro a settimana per un alloggio decente, senza contare skipass, ristoranti stellati e transfer privati. Per arrivare, il modo più comodo è volare a Ginevra o Lione e poi prenotare un elicottero o un trasferimento in SUV con autista: niente navette pubbliche, per carità. Una volta lì, muoversi tra i villaggi (Courchevel 1850 è il più esclusivo) si fa con taxi privati o con gli skilift, ma per il dopo-sci serve un driver. Per visitare bene la zona e godersi tutte le piste del Trois Vallées, consiglio almeno una settimana, anche dieci giorni per non avere fretta.
L’aspetto negativo? La folla durante le settimane di alta stagione, tra Natale e Capodanno e a febbraio, diventa quasi insopportabile: code agli impianti e tavoli prenotati con mesi di anticipo. Inoltre, tutta la messinscena da “lusso esibito” può risultare stucchevole, con persone più attente al look che alla neve. Un consiglio che non trovi sulle guide: evita i ristoranti più famosi come Le 1947 a Cheval Blanc (troppo hype) e prenota invece un tavolo alla Crêperie La Bergerie, che serve crêpes e champagne senza il carico da influencer. Per l’alloggio, meglio un chalet privato con chef personale: costa meno di quanto pensi rispetto a cenare fuori ogni sera, e la privacy vale l’investimento. Courchevel è una destinazione da pianificare con cura, ma per chi ama sciare tra lusso e perfezione, non esiste alternativa migliore.