Monte Bianco: ghiacciai e rifugi, l'alta quota d'estate
Mah, l'alta quota d'estate è una rouletta: se becchi la finestra di bel tempo i ghiacciai del Monte Bianco sono uno spettacolo, ma con la cappa di smog che ormai sale fino a tremila metri la visibilità è un terno al lotto. Il budget è medio-alto, non si scappa: un rifugio con mezza pensione costa come un hotel in città, e la Skyway Monte Bianco è un salasso, quasi quaranta euro a testa. Per arrivare si punta Courmayeur, comoda in auto da Aosta o col bus dalla stazione di Pré-Saint-Didier. Muoversi in alta quota è solo a piedi o con le funivie: la Skyway porta a Punta Helbronner, da lì partono i sentieri per i rifugi Torino e Cosmiques. Per vedere qualcosa di serio servono almeno quattro o cinque giorni, non meno, perché i tempi di percorrenza sono lunghi e l'altitudine si fa sentire.
L'aspetto più deludente? I ghiacciai. Sembrano malati, c'è poco da girarci intorno: il ghiaccio si ritira a vista d'occhio e le morene sono un deserto grigio. A giugno in particolare i crepacci sono ancora scoperti, serve esperienza o una guida, non è una passeggiata. Poi la ressa: al rifugio Torino sembra di stare alla fermata dell'autobus, file per tutto, dal bagno al piatto di pasta.
Un consiglio che non trovi nelle guide: non perdere tempo a fare la fila per la terrazza panoramica della Skyway. Invece, appena sceso, prendi subito il sentiero che va verso il rifugio Pavillon, costeggia la base del ghiacciaio della Brenva e regala scorci unici senza orde di turisti. Porta pantaloni tecnici pesanti e una buona giacca a vento: anche a giugno lassù fa un freddo cane appena cala il sole.