Vestfirðir: fiordi e scogliere, l'Islanda segreta
Vestfirðir, o Westfjords, sono davvero l'Islanda segreta: fiordi profondi e scogliere a picco che pochi turisti vedono, ma che richiedono una pazienza e una pianificazione che non tutti sono disposti a mettere in conto. La mia esperienza diretta mi ha convinto che, se si cerca il silenzio assoluto e la natura più aspra, non c'è altro posto in Islanda che regali lo stesso senso di isolamento. Ma attenzione: non è una destinazione per chi ha poco tempo o per chi non ama la guida su strade sterrate.
Il periodo migliore è da metà giugno a metà agosto. Luglio è ideale per vedere le pulcinelle di mare a Látrabjarg e per il clima meno inclemente, ma anche i moscerini possono essere fastidiosi. A giugno il sole resta alto quasi tutta la notte, regalando ore di luce infinita. Meglio evitare settembre: molte strade interne chiudono già a fine agosto e il tempo peggiora rapidamente.
Per arrivare ci sono due opzioni. Volare da Reykjavik a Ísafjörður con un aereo regionale costa circa 200-300 euro a tratta e risparmia ore di macchina, ma bisogna poi noleggiare un'auto in loco (e le agenzie sono poche). La soluzione più flessibile è guidare: da Reykjavik si sale fino a Holmavík, poi si prosegue su strade asfaltate solo per brevi tratti, altrimenti è tutta ghiaia. In alternativa, da Stykkishólmur parte un traghetto per Brjánslækur (una traversata di circa tre ore con Baldur, prenotazione obbligatoria) che taglia il percorso. Muoversi all'interno della regione richiede un fuoristrada, perché molte attrazioni sono raggiungibili solo su sterrato con guadi. Noleggiare una 4x4 per una settimana costa dai 1.200 euro in su, e il carburante è carissimo (intorno ai 2,50 euro al litro).
Il budget complessivo è medio-alto: una settimana con volo interno, auto a noleggio, alloggio in guesthouse economiche e pasti al supermercato parte da circa 1.800 euro a persona, senza contare i voli internazionali. Se si scelgono hotel o ristoranti si sale rapidamente verso i 3.000. I campeggi sono l'opzione più economica, ma le strutture sono basiche e bisogna portare tutto, incluso un fornello perché i pochi ristoranti hanno orari ridotti e costi elevati.
Il tempo minimo per non correre è di almeno quattro giorni pieni, meglio cinque. Tre giorni sono stretti e si rischia di passare più tempo in macchina che a camminare. Le distanze sono ingannevoli: da Ísafjörður a Látrabjarg sono circa 150 chilometri, ma su strada sterrata si impiegano oltre tre ore a tratta.
Cosa non perdere assolutamente: la cascata Dynjandi, imponente e a più salti, con un sentiero che sale accanto all'acqua. La scogliera di Látrabjarg, con migliaia di uccelli marini e la possibilità di vedere le pulcinelle da vicino (con calma, senza stressarle). La spiaggia di Rauðasandur, sabbia rossa che cambia colore con la luce, ma attenzione alla bassa marea perché si può rimanere bloccati. Le piscine naturali calde come Hellulaug, vicino a Flókalundur, sono un gioiello poco segnalato – si arriva attraverso un prato privato, ma l'accesso è libero.
Un aspetto che può deludere è la scarsità di servizi. Fuori da Ísafjörður e Patreksfjörður, i villaggi hanno negozi minuscoli e orari imprevedibili. Capitano interi pomeriggi in cui l'unico bar è chiuso. La pioggia e la nebbia possono rendere le scogliere invisibili per giorni, e le strade di montagna si bloccano anche d'estate per improvvisi temporali. Non è raro dover rinunciare a un'escursione programmata.
Il consiglio che non si trova nelle guide: portarsi una borraccia termica da litro e preparare un tè o un caffè caldo la mattina. I punti di ristoro sono rari e costosi, e fermarsi a bordo strada con il vento gelido per mangiare un panino non è piacevole. Avere una bevanda calda a portata di mano trasforma una sosta faticosa in un momento di vero piacere, specialmente sui crinali esposti dove il vento taglia la faccia. Inoltre, acquistare una scheda SIM locale con abbastanza GB è essenziale, perché le mappe offline non bastano: molte strade non hanno segnale e le condizioni stradali cambiano all'ultimo minuto; solo un collegamento dati permette di controllare il sito ufficiale road.is prima di partire ogni mattina.