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Taormina: teatro greco e vista sull'Etna, la perla dello Ionio

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lauro_79

Taormina è senza dubbio la perla dello Ionio, ma chiariamo subito una cosa: non è un posto per budget ridotti. Ho passato qualche giorno qui a giugno, e il fascino del teatro greco che si staglia contro l’Etna è reale, ma ci sono ombre che vale la pena conoscere prima di partire.

Quando andare: io ho scelto giugno, ed è stato piacevole, ma già caldo e affollato. Maggio e settembre sono meglio, con meno ressa e temperature più miti. Luglio e agosto li eviterei, a meno di non amare le code e i prezzi alle stelle. In inverno molti ristoranti chiudono e la città è più spenta, ma per una visita tranquilla può funzionare.

Come arrivarci: da Milano l’opzione più comoda è volo per Catania, poi bus diretto della SAIS da aeroporto a Taormina (circa due ore, 15 euro). In treno si arriva a Messina con Intercity o Frecciarossa, poi cambio per Taormina-Giardini, ma il tratto finale è lento. Se si arriva in auto, il parcheggio è un incubo: i posti a pagamento costano caro e in alta stagione sparano prezzi folli. Meglio lasciare la macchina a Giardini Naxos e prendere la funivia.

Budget: medio-alto. Si spende intorno agli 80-120 euro al giorno a persona per pernottamento economico e due pasti fuori, ma se si vuole un hotel centrale o cenare nei locali più rinomati, si sale facile a 150-200. Lo street food non è una specialità forte qui, quindi è difficile risparmiare.

Quanto tempo: almeno due giorni pieni. Uno per il centro storico, il teatro greco e i giardini pubblici. Un altro per Isola Bella, il mare e magari una gita a Castelmola, il borgo sopra Taormina. Tre giorni permettono di rallentare.

Cosa non perdere: il teatro greco all’imbrunire, quando il sole colora l’Etna di rosa. Arrivare verso le 17 per evitare la calca e godersi la vista in tranquillità. Isola Bella merita una nuotata, ma la spiaggia è sassosa e piccola. La passeggiata serale su Corso Umberto ha un’atmosfera speciale, con musica dal vivo e bancarelle.

Cosa evitare: i ristoranti in Piazza IX Aprile o sulla via principale, con menu plasticosi e foto giganti: la qualità è bassa e il conto alto. Anche il parcheggio selvaggio in zona portone è da evitare, le multe fioccano. La funivia per Isola Bella ha code lunghissime in estate; meglio scendere a piedi, se si è in forma, oppure prendere un taxi da Lido Mazzarò.

Un aspetto negativo concreto: l’overdose di turisti, soprattutto gruppi organizzati e croceristi. Il centro storico sembra un flusso continuo di persone, specialmente tra le 11 e le 16. Si perde un po’ di magia. Inoltre, i prezzi sono spesso sproporzionati rispetto alla qualità offerta.

Un consiglio specifico che non si trova sulle guide: salire a piedi fino al Castello di Monte Tauro. Il sentiero parte da Porta Catania, è ripido ma in mezz’ora si arriva a un punto panoramico sull’Etna e sull’intera baia di Naxos, quasi deserto anche nei giorni di pienone. Portarsi acqua e scarpe comode. Un altro piccolo trucco: per mangiare bene senza svuotare il portafoglio, cercare le trattorie in via Santa Maria dei Greci, lontano dal flusso principale. Io ho trovato una taverna nascosta con pasta alla norma fatta in casa a 12 euro, roba che in centro non esiste.

3 Commenti

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gi
gioerena

Giugno è già un delirio, l’ho visto l’anno scorso. I prezzi sono fuori di testa e la ressa toglie ogni piacere. Meglio starci alla larga se non hai il portafoglio gonfio.

la
lauro_trek

Concordo, a giugno ho pagato 40 euro per un letto in ostello.

be
benny75

Ci sono stato anch'io proprio in queste settimane e capisco il punto sui prezzi e la folla, che a giugno sono già sostenuti. Tuttavia, scegliendo orari strategici, come il tardo pomeriggio per il teatro greco, si riesce a godere della vista sull'Etna senza lo stress della calca. Per quanto riguarda i costi, evitare i ristoranti sulla via principale e spostarsi di qualche isolato può fare una bella differenza sul conto finale. Alla fine, la reputazione di questo luogo è meritata, ma è una meta da vivere con qualche accorgimento per non lasciarsi sopraffare dalla sua stessa fama.