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Salalah: l'oasi tropicale dell'Oman tra incenso e khor

Salalah è davvero l'oasi tropicale dell'Oman, ma bisogna capire il periodo giusto per viverla al meglio. Io ci sono stato lo scorso giugno durante il khareef e devo dire che l'effetto è quasi surreale: nuvole basse, pioggerella fine e colline diventate verdi come in Inghilterra. Il momento migliore è da giugno a settembre, quando arriva il monsone e tutta la regione si trasforma. Evitate assolutamente i mesi invernali, perché il paesaggio è arido e polveroso, niente a che vedere con le foto patinate.

Per arrivare, da Bari ho preso un volo per Muscat con scalo a Istanbul o Doha, poi ho proseguito con Oman Air fino all'aeroporto di Salalah. In totale circa 12 ore di viaggio, niente di impossibile. Muoversi senza auto è complicato: meglio noleggiare un mezzo all'aeroporto, anche se le strade sono semplici e la segnaletica in inglese aiuta. I taxi costano cari, circa 15-20 rial per tratte brevi.

Il budget si aggira su medio-alto: per una settimana ho speso sui 1.200 euro voli inclusi, mangiando in posti locali e dormendo in un hotel medio fuori dal centro. Se si sta in resort di lusso il conto sale facile a 2.000. I prezzi in Oman non sono economici come nei vicini Emirati, ma la qualità è buona.

Cosa non perdere: il wadi Darbat con le cascate attive solo durante il khareef, il souq dell'incenso ad Al Hafa (odore intenso, ma autentico), e i khor, quelle lagune costiere piene di uccelli acquatici. Tra tutti, il Khor Rori ha un fascino antico con le rovine di Sumhuram.

Un aspetto negativo? La folla locale nei fine settimana, con famiglie omanite che invadono i parchi e lasciano rifiuti. Per un'esperienza più tranquilla, meglio visitare i luoghi naturali nei giorni feriali. E un consiglio che non trovate sulle guide: portatevi una giacca impermeabile leggera. Sembra stupido, ma sotto la pioggia sottile del khareef vi salva la giornata, e in giro non la vendono a buon prezzo. Servono almeno 4-5 giorni per girare con calma tra wadi, spiagge e siti archeologici, altrimenti si rischia di correre e perdersi l'atmosfera.

3 Commenti

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Sì, anche a me le nuvole basse hanno regalato un'atmosfera da fiaba.

ag
ago_70

Concordo, l'atmosfera nebbiosa è davvero surreale. Ricordo di aver camminato tra quelle colline verdi sotto la pioggerella: sembrava di essere in un'altra epoca.

LU
luxso99

Hai perfettamente ragione, quell’atmosfera nebbiosa è indimenticabile. Anch’io ho percorso quelle colline, ma preferivo osservarle da un belvedere privato dopo una cena stellata: la sensazione di sospensione nel tempo era la stessa, solo con un calice di Barolo in mano. Credo che la magia di quella zona stia proprio nel saper unire l’eterno a un certo… privilegio di sguardo.