Taghazout: è la meta perfetta per Ferragosto?
No, Taghazout non è la meta perfetta per Ferragosto, e chi sta pensando di passarci la settimana di metà agosto farebbe meglio a rivedere i piani. Partiamo dai fatti: il paese è una ex enclave di surfisti diventata negli ultimi anni una meta turistica mainstream, ma la stagione estiva, e in particolare il periodo di Ferragosto, coincide con il caldo umido e la totale mancanza di vento. Senza vento non ci sono onde decenti, quindi se il motivo del viaggio è il surf rimani a secco. Inoltre il mare è spesso piatto e la temperatura dell’acqua è gradevole, ma l’affollamento sulla spiaggia principale (la famosa Panorama Beach) raggiunge livelli da litorale romano: lettini a pacchi, musica a volume indiscriminato e venditori che non ti lasciano in pace.
Parliamo di budget: è generalmente medio-basso. Un volo Ryanair o EasyJet per Agadir da Roma o Milano costa sui 120-180 euro a tratta se prenoti con un mese di anticipo. L'alloggio varia: gli ostelli e i riad economici partono da 30-40 euro a notte, mentre gli hotel di fascia media o gli appartamenti con cucina vanno da 70 a 120 euro. Mangiare fuori è economico: un tajine in un posto turistico costa 60-80 dirham (circa 6-8 euro), ma per Ferragosto i prezzi lievitano del 20-30% ovunque. Il problema è che l’offerta di alloggi è limitata e già a luglio molte strutture sono piene; agosto e settembre sono i mesi peggiori per rapporto qualità-prezzo.
Per arrivare: volo per Agadir Al Massira (30 minuti dall’aeroporto), poi taxi collettivo per Taghazout (circa 10 euro). Spostarsi localmente si fa a piedi o con piccoli taxi – noleggiare un'auto non ha senso perché il paese è piccolo e il traffico nelle ore di punta è un incubo, specie ad agosto.
Quanto tempo serve? Per visitare Taghazout e dintorni (incluse le scogliere di Tamraght o il mercato di Agadir) bastano 3-4 giorni pieni, ma a Ferragosto rischi di passare gran parte del tempo incollato a un lettino o in fila per un caffè. Non è una destinazione per un soggiorno di una settimana se cerchi relax autentico.
Il lato negativo più sottovalutato: la gestione dei rifiuti. La spiaggia di Taghazout, specialmente vicino alla foce del piccolo uadi, accumula plastica e immondizia portata dalla marea e dal turismo di massa. A giugno 2026 già si vedevano mucchietti, e ad agosto la situazione peggiora. Le autorità locali puliscono solo la parte centrale, ma se cammini a nord o a sud lo schifo è evidente.
Un consiglio che non troverai sulle guide: salta del tutto la spiaggia principale e vai invece alla baia di Taghazout Nord, raggiungibile a piedi attraverso un sentiero che parte dall’estremità del paese (ti conviene chiedere a qualche pescatore locale). Lì non trovi bar, ombrelloni o bagnini, ma l’acqua è più pulita e la folla è assente. Portati frutta, acqua e una cannuccia per l’ombra. E non aspettarti onde se vai a metà agosto – meglio spostarsi più a sud verso Tamraght o Imsouane per tentare la fortuna, ma anche lì il vento è una roulette.
In sintesi: Taghazout durante Ferragosto è un compromesso tra clima scomodo, costi gonfiati e sovraffollamento. Se proprio devi andare in Marocco in quel periodo, scegli una zona più alta o atlantica come Essaouira (vento e spazio). Altrimenti rimanda a ottobre o aprile.