Norvegia: la strada dell'Atlantico in camper?
Sì, la strada dell'Atlantico in camper è un’esperienza assolutamente da fare, ma richiede una pianificazione più attenta di quanto si creda.
La domanda me la sono posta giorni prima di partire, a metà giugno scorso, quando ho deciso di affrontare questo itinerario norvegese con un camper a noleggio. Il budget è da considerare medio-alto: il noleggio di un camper (anche piccolo) per una decina di giorni a stagione alta parte da circa 1.500-2.000 €, a cui si aggiungono carburante (la benzina in Norvegia è cara), pedaggi sui ponti e traghetti, e i costi per i campeggi o soste attrezzate, che qui sono frequenti ma non economiche – una piazzola con elettricità può costare 30-40 € a notte.
Per arrivare si vola su Oslo o Bergen (da Firenze ci sono scali con cambio a Francoforte o Copenaghen) e da lì si prende il camper. Muoversi è lineare: la strada dell’Atlantico (Atlanterhavsveien) è un tratto della RV64 che collega i villaggi di Bud e Kristiansund, lunga circa 8 km ma con ponti spettacolari come lo Storseisundet. Il bello è che non è un percorso autostradale: si guida su una carreggiata stretta, ventosa, con piazzole di sosta ogni paio di chilometri. Per godersela senza fretta servono almeno 2-3 giorni dedicati solo a quel tratto e ai dintorni, ma per un viaggio completo che includa anche i fiordi e le isole vicine (come Averøy) direi una settimana piena.
Un aspetto negativo che mi ha deluso è la folla. A giugno il sole di mezzanotte attira turisti da mezza Europa, e nei ponti più famosi si creano code di camper e auto che rovinano un po’ la sensazione di wilderness. Inoltre le soste gratuite sono rare: molte aree di sosta lungo la strada sono riservate a mezzi leggeri o hanno limiti di altezza, quindi bisogna prenotare con anticipo i campeggi.
Un consiglio specifico che non ho trovato su nessuna guida: evita di parcheggiare il camper sul lato esterno della curva del ponte Storseisundet per scattare foto. È vietato e pattugliano spesso. Invece, a 500 metri prima del ponte, sul lato sud, c’è una stradina sterrata che porta a un piccolo promontorio roccioso con vista laterale sull’intera arcata. Lì si può sostare senza problemi e con una visuale migliore, soprattutto al tramonto. Portati un binocolo: le foche si vedono spesso sulle rocce basse sotto il ponte.