Domanda

Lago di Resia: il campanile sommerso tra storia e natura?

No, non è solo una cartolina: il Lago di Resia è un posto vero e quel campanile che spunta dall'acqua vale il viaggio, ma bisogna sapere cosa si cerca. Da Palermo, dove il mare è re, questa conca alpina con la guglia che emerge ha un fascino strano, quasi malinconico. Sono andato a giugno di quest'anno, appena prima che scoppiasse la folla estiva, e ho trovato più storia che natura selvaggia. Il budget è medio: si spende per il carburante, l'ingresso è gratuito, ma i parcheggi a pagamento (5 euro l'ora, attenti) e i ristoranti sul lungolago non sono economici. Meglio portarsi un panino. Per arrivare, l'unica è l'auto: da Palermo ho preso un aereo per Verona (niente voli diretti da qui), poi noleggiato e fatto due ore di curve fino a Resia. I mezzi pubblici esistono ma sono rari e ti lasciano lontano. Per visitare il lago e il campanile bastano un paio d'ore, ma se uno vuole fare il giro a piedi o in bici (si noleggiano al paese) serve mezza giornata. La zona è piccola, non c'è molto altro: il museo della diga o il passo di Resia sono a 10 minuti di macchina, ma non aspettatevi ristoranti stellati. Il vero aspetto negativo è l'acqua: torbida, fredda, non ci si bagna. Il lago è un bacino artificiale formatosi nel 1950 allagando il vecchio paese di Curon. Il campanile è l'unica cosa rimasta, e a distanza sembra poetico, ma da vicino si vede che è un rudere chiuso, non si entra. I turisti ci passano, scattano la foto e se ne vanno. Un consiglio che non trovate sulle guide: evitate le ore centrali, dalle 11 alle 15 il sole in faccia rovina ogni scatto e la luce piatta non rende giustizia. Andate all'alba o al tramonto, ma soprattutto all'alba, quando il lago è piatto come uno specchio e il silenzio ti fa sentire l'eco del paese sommerso. Portate una giacca anche a giugno, il vento dalla montagna taglia. Se volete un po' di storia vera, fermatevi al piccolo museo a Curon (ingresso 4 euro) dove raccontano la tragedia dello sradicamento degli abitanti. Non è un posto da sogno, ma ha un'anima. Per chi viene da una terra di luce e caldo come Palermo, qui si respira un'altra aria, più grigia ma profonda.

2 Commenti

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Ci sono stato anch'io quest'estate, e ho sentito quella stessa malinconia. L'acqua che abbraccia la guglia, il silenzio che si fa quasi religioso. Un posto che ti resta dentro.

Anch'io ho avuto quella sensazione, ma il vero colpo lo dà il tramonto riflesso sull'acqua.