🗺️ Itinerario

Folegandros: l'isola egea dal fascino selvaggio

Folegandros è selvaggia proprio perché non si è piegata al turismo di massa: scogliere a picco, villaggi imbiancati, un mare che cambia colore ogni ora e un’assenza di resort pacchiani che la rende autentica. L’ho visitata a fine giugno, in piena estate, e ho trovato un’isola che chiede tempo, non folla.

Giorno 1 – Arrivo e Chora
Arrivato al porto di Karavostasis, ho preso il bus (l’unico mezzo pubblico) per raggiungere Chora, il capoluogo arroccato sulla scogliera. Ho lasciato lo zaino in una pensione familiare e ho iniziato a camminare per i vicoli bianchi e blu. La piazza centrale, con le bougainvillea e le taverne, è il cuore pulsante. Ho cenato con una fava cremosa e delle sarde fritte, guardando il tramonto dal bordo del dirupo. La prima sera ho capito che Folegandros non ti dà tutto subito.

Giorno 2 – Spiagge e calette
Ho preso il bus per Agali, una spiaggia di ciottoli e sabbia scura, protetta da una baia. L’acqua è limpida, ma non spettacolare come quella di altre Cicladi. Ho noleggiato una barca a remi per raggiungere la caletta di Livadaki, più piccola e isolata. Portarsi scorta d’acqua è obbligatorio: l’ombrellone si trova solo a pagamento e a ore limitate. Il pomeriggio ho proseguito per Katergo, raggiungibile con un sentiero scavato nella roccia: un gioiello, ma il ritorno sotto il sole è faticoso.

Giorno 3 – Escursione a Panagia e monastero
La mattina ho percorso il sentiero che sale fino alla chiesa di Panagia, sulla cima del monte. Ci vogliono circa 45 minuti a passo svelto, ma la vista a 360 gradi sull’Egeo ripaga ogni goccia di sudore. Ho visitato anche il monastero della Sotira, più in basso, con una piccola esposizione di icone bizantine. Il silenzio è rotto solo dal vento. Nel pomeriggio sono sceso ad Ano Meria, un villaggio agricolo dove ho mangiato il “pitaraki” in una taverna gestita da una signora che non parlava inglese ma ti riempiva il piatto comunque.

Giorno 4 – Giro in barca e partenza
Ultimo giorno dedicato al giro dell’isola in caïque. Si parte da Karavostasis, si costeggiano le grotte di Agios Nikolaos e ci si ferma nelle calette raggiungibili solo via mare. L’acqua è profonda e fredda anche a giugno meglio non fidarsi. La giornata si chiude con un pranzo a base di pesce a bordo. Nel pomeriggio rientro a Chora per l’ultima passeggiata e poi bus per il porto.

Budget complessivo: medio. Per una settimana (4 notti) ho speso circa 600–700 euro a persona, volo escluso. Pernottamento basico, cene in taverne normali, bus e un pranzo in barca. Si può spendere meno in bassa stagione o con campeggio, ma servono attrezzatura e voglia di rinunce.

Come arrivare e muoversi: da Atene (Pireo) traghetto veloce o notturno per Folegandros, senza scali diretti spesso si passa per Santorini o Milos. In estate le corse sono quasi giornaliere. Sull’isola ci sono bus per Chora, Agali, Ano Meria e Karavostasis. Taxi disponibili ma costosi (anche 15–20 euro per tratte brevi). Noleggio scooter o quad è comodo ma le strade sono strette e a volte dissestate.

Quanto tempo serve: minimo tre giorni pieni, meglio quattro se si vuole esplorare con calma e godersi le spiagge senza fretta. Con meno di due giorni si rischia di vedere solo il porto e la piazza.

Un aspetto negativo: la sporcizia in alcuni punti del sentiero per Katergo ho trovato rifiuti abbandonati e una scarsa manutenzione delle indicazioni. Inoltre, il bus la sera tardi non passa spesso e se si perde l’ultima corsa ci si ritrova a piedi in salita.

Consiglio specifico che non si trova sulle guide: portarsi una torcia frontale. A Chora, dopo il tramonto, alcune stradine laterali rimangono completamente al buio e i gradini sono insidiosi. I lampioni ci sono solo sulla via principale. Un dettaglio banale che ha salvato la serata.

1 Commento

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el
ele73

Sì, ma a fine giugno è già pieno di turisti come te che la cercano "selvaggia".