Dakar: traffico, colore e pesce – Benvenuti nel caos
Dakar: traffico, colore e pesce – Benvenuti nel caos. La risposta è semplice: sì, è caos organizzato, ma funziona. Si arriva all'aeroporto Blaise Diagne, fuori città, e il primo impatto è un muro di caldo umido e clacson. Per muoversi meglio usare i taxi collettivi (car rapide) o noleggiare un autista per un paio di giorni: i prezzi si contrattano e si spende sui 40-50 euro al giorno per auto e guidatore. Il budget generale è medio-basso se si evita di dormire nei resort – un albergo decente in centro costa intorno ai 70-80 euro a notte, mentre lo street food è economico (stai attento a cosa mangi).
Cosa non perdersi: l'isola di Gorée, la moschea di Djamaa el-Djazaïr, e il mercato di Kermel (per il pesce, da vedere all'alba). Cosa evitare: la spiaggia di Ngor dopo le 18, troppo turistica e piena di venditori insistenti. Un aspetto negativo è il traffico: attraversare la città da una parte all'altra può richiedere due ore, e i semafori sono solo un suggerimento.
Consiglio non da guide: portare tanti contanti in franchi CFA, specie in banconote piccole. I bancomat esistono, ma spesso non funzionano o danno solo bigliettoni, e nessuno ha il resto. Per visitare bene Dakar servono almeno 4-5 giorni, anche per abituarsi al caos. Il periodo migliore? Da novembre a marzo, giugno è sopportabile se non ami l'afa.