Mauritius: l'isola dell'arcobaleno tra spiagge e lagune
Mauritius merita l'appellativo di isola dell'arcobaleno per la varietà di paesaggi che offre – spiagge bianche, lagune turchesi, foreste pluviali e montagne verdi – ma la magia si svela solo se si è disposti a investire sulla qualità. Non è una meta per chi cerca il risparmio a tutti i costi.
Il periodo migliore cade tra maggio e novembre, l'inverno australe: clima secco, temperature sui 25 gradi e mare calmo. Da dicembre a marzo l'umidità è opprimente e i cicloni possono rovinare la vacanza. Giugno, in particolare, regala giornate stabili e resort meno affollati.
Dall’Italia l’unica opzione sensata è il volo diretto Milano-Mauritius (Air Mauritius) o con scalo a Parigi. Per chi non ama gli aeroporti, la business class è quasi d’obbligo – si arriva riposati e il servizio di bordo è eccellente. Una volta atterrati, noleggiare un’auto di fascia alta (meglio un SUV) garantisce libertà di movimento; i taxi sono costosi e poco affidabili, mentre i trasferimenti privati vanno prenotati prima di partire.
Per un viaggio di dieci giorni con volo business, resort cinque stelle, cene nei ristoranti migliori e qualche escursione privata, il budget si aggira sui 6.000-8.000 euro a persona. Sotto i 3.000 si rischia di finire in strutture economiche lontane dalle spiagge migliori o in zone rumorose. Mauritius è cara, punto.
Cosa non perdere: la penisola di Le Morne, con la sua spiaggia iconica e il vento che spazza l’orizzonte; la laguna di Beau Bassin per lo snorkeling con tartarughe e pesci colorati; il Parco Nazionale delle Gole del Fiume Nero, meglio con una guida perché i sentieri non sono sempre segnalati; la Terra dei 7 Colori a Chamarel, sì, è turistica ma la geologia è spettacolare. Per una cena memorabile, il Domaine de Bel Ombre offre un ambiente curato e piatti creoli reinterpretati.
Cosa evitare: il caos di Grand Baie, una sorta di litorale commerciale con negozi di souvenir e ristoranti mediocri. Le escursioni last minute proposte dall’hotel costano il triplo del prezzo giusto. I venditori ambulanti sulle spiagge pubbliche sono insistenti e vendono cianfrusaglie. E la costa est, in inverno, soffre di forti venti e acqua torbida – meglio concentrarsi sull’ovest e sul sud.
La delusione più grande? Il traffico. Le strade principali, specialmente tra Grand Baie e Port Louis, sono intasate quasi tutto il giorno. Spostarsi da un lato all’altro dell’isola richiede molto più tempo del previsto.
Un consiglio che non si trova sulle guide: prenotare un pranzo al ristorante La Table du Château, all’interno della tenuta storica Château de Labourdonnais. Si mangia una cucina creola raffinata (provare il curry di pesce e il chutney di mango) e si visita la casa coloniale e i giardini senza la folla delle attrazioni più famose. Serve prenotare almeno due giorni prima, ma ne vale la pena.
Per visitare l’isola senza fretta servono almeno dieci giorni; una settimana è stretto, meglio dodici o quattordici. Mauritius non è per chi ha fretta, ma per chi sa scegliere con cura ogni dettaglio.