Zermatt: ghiacciai e charme senza tempo
Zermatt è davvero ghiacciai e charme senza tempo, ma bisogna avere il portafoglio pronto.
Itinerario di 3 giorni, pianificato per luglio 2026. Arrivare da Milano è semplice: treno fino a Visp, poi cambio per la tratta a cremagliera che sale a Zermatt. Circa 4 ore totali, panorama notevole già dal finestrino. Dentro il paese non ci sono auto a motore nemmeno per sbagliare, ci si muove a piedi o con gli taxi elettrici. Il costo del trasporto pubblico locale è incluso nella Zermatt Guest Card se si soggiorna in hotel, ma non aspettatevi sconti.
Giorno 1: arrivo a metà pomeriggio, check-in al Mont Cervin Palace (suites con vista, ovviamente. Altro non prendo in considerazione). Passeggiata lungo il Bahnhofstrasse per togliermi lo sfizio di vetrine di orologi e negozi di lusso che qui non mancano. Cena da After Seven, menu degustazione con vista sul Cervino al tramonto. Conto sui 200 euro a testa, vino escluso. Non esattamente economico, ma se si vuole charme senza tempo si paga.
Giorno 2: sveglia presto, funivia per il Matterhorn Glacier Paradise. A 3883 metri il ghiacciaio è impressionante, ma confesso: la ressa a luglio è fastidiosa. Code per salire, selfie stick ovunque, il silenzio che ci si aspetterebbe da un santuario di ghiaccio è un miraggio. Discesa nel primo pomeriggio, pranzo rilassato al Ristorante Chez Vrony a Findeln. Qui il consiglio che non troverete sulle guide: prenotare con almeno 3 settimane di anticipo e chiedere il tavolo in veranda, non all'interno. La vista sulla parete nord del Cervino è mozzafiato, e il servizio è informale ma impeccabile. Contorno di patate arrosto e fonduta. Conto sui 100 euro a testa.
Giorno 3: escursione leggera sul sentiero Europaweg fino alla Rotenboden, per il Gornergrat. Il panorama a 360 gradi vale la fatica, ma il costo dello skipass giornaliero (circa 100 franchi) è una nota stonata. Rientro a Milano nel pomeriggio con il Glacier Express fino a Visp, poi Frecciarossa da Domodossola.
Budget complessivo: alto. Io ho speso circa 3500 euro per tre giorni, considerando hotel, ristoranti, trasporti e skipass. Chi sceglie soluzioni meno lussuose può dimezzare, ma qui il lusso è la norma, non un'opzione.
Un aspetto negativo? La delusione per il Glacier Paradise affollato. E poi il costo di ogni singola cosa: un caffè in centro costa 7 franchi, una bottiglia d'acqua 5. Zermatt è un capolavoro, ma si paga caro il privilegio di vederlo. Se non si è disposti a spendere, meglio puntare sulle valli laterali.