Mljet: natura incontaminata e laghi da sogno
Mljet è davvero natura incontaminata e laghi da sogno? Sì, ma con qualche riserva che spesso le guide patinate non dicono. Partiamo dalle basi: quando andare. Io personalmente eviterei luglio e agosto come la peste. A giugno o settembre il clima è ancora caldo, ma il parco nazionale non è invaso da turisti mordi e fuggi. Il parco apre alle otto del mattino, meglio arrivare prima. Come arrivarci: da Dubrovnik parte un traghetto giornaliero per Pomena, il villaggio principale. Costa circa venti euro a tratta, ma attenzione agli orari: spesso variano. In alternativa si può prendere un catamarano per Sobra e poi un bus. Muoversi sull'isola consiglio una bici elettrica, noleggiabile a Pomena per una trentina di euro al giorno. Le strade sono sterrate e con il caldo camminare a piedi tra un lago e l’altro diventa massacrante. Budget: io lo definirei medio. Conta almeno cento euro al giorno se si dorme in un agriturismo e si mangia fuori, meno se si porta pranzo al sacco. Quanto tempo serve? Almeno due giorni pieni. Il lago salato e il lago dolce meritano una giornata ciascuno, più la visita all’isolotto di Santa Maria con il monastero benedettino. Cosa non perdere: il lago Grande, ma non solo. Il sentiero che lo costeggia a nord regala angoli senza nessuno, lontano dal molo principale. Cosa evitare: il ristorante vicino al parcheggio del parco – caro e cibo mediocre. E anche il noleggio kayak nel pomeriggio, perché il vento si alza e diventa pericoloso. Un consiglio specifico che non trovi su nessuna guida: porta un repellente potente per zanzare. Sembra banale, ma i laghi richiamano sciami impressionanti al tramonto, rovinano qualsiasi momento. L’unica delusione? La spiaggia di Saplunara, pubblicizzata come paradisiaca, in estate è un tappeto di asciugamani e alghe. Meglio saltarla e puntare alle piccole calette raggiungibili solo a piedi dal villaggio di Polače. Insomma, Mljet è bellissima ma va presa con il giusto approccio, non da turista mordi e fuggi.