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Tafraoute: montagne rosa e cultura berbera in Marocco

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lauro_79

Tafraoute è esattamente quello che promette il titolo: montagne rosa mozzafiato e un'immersione autentica nella cultura berbera. Ci sono stato a maggio, giusto prima che arrivasse il caldo forte, e devo dire che il contrasto tra il granito rosa brillante e il verde delle valli coltivate è una roba che non mi aspettavo. In Marocco ci ero già stato, ma questa zona dell’Anti-Atlante è un’altra storia.

Per il budget lo definirei medio, con un occhio al risparmio. Le sistemazioni non sono care, ma non siamo ai livelli delle guesthouse di Marrakech. Una notte in una casa d’ospiti gestita da una famiglia berbera mi è costata sui 40 euro, colazione inclusa. I pasti in loco sono onesti, ma la spesa più grossa è il trasporto. Per arrivare da Agadir ho preso un grand taxi condiviso, costato circa 10 euro a testa, ma per tornare e per muoversi tra le valli conviene noleggiare una macchina ad Agadir e guidare. Le strade sono decenti per essere di montagna, ma non aspettatevi autostrade. Muoversi con i taxi locali è possibile ma molto lento, e le corse sono poche.

Quanto tempo serve? Per non avere la sensazione di aver visto solo un cartello turistico direi almeno tre giorni pieni. Il primo giorno si gira la città e si sale a piedi fino alla roccia del leone, il secondo si esplora la valle di Ameln con i suoi villaggi abbandonati e i granai fortificati, il terzo si va al lago artificiale e al famoso masso dipinto di blu da un artista belga, una chicca pop tra gli instagrammer ma che a me ha fatto storcere il naso.

Ecco, l’aspetto negativo: Tafraoute è davvero fuori mano. Se non ami la quiete assoluta e sei abituato a trovare un caffè ogni due passi, qui ti senti perso. I servizi sono ridottissimi, quasi tutto chiude per la pausa pranzo e dopo le sette di sera trovi aperto solo qualche negozio di alimentari. Un’altra delusione sono i massi dipinti di cui parlavo: li ho trovati un pugno nell’occhio, un’interferenza kitsch in un paesaggio che non ne aveva bisogno. Ma è una questione di gusti.

Un consiglio che non leggi sulle guide: non limitarti al sentiero turistico che porta al masso dipinto o alle valli più note. Chiedi a qualche abitante del posto se conoscono il sentiero per il villaggio di Tagdichte, quasi dimenticato, dove una sera ho condiviso il tè con una famiglia e ho visto il tramonto sulle montagne rosa da una prospettiva che nessuna scheda turistica descrive. Portati acqua e buone scarpe, e non dimenticare un sorriso perché la gente è accogliente ma il francese e l’arabo non bastano sempre: un paio di parole in berbero (hello e grazie) aprono porte che nessuna guida può elencare.

3 Commenti

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Concordo, il trekking al tramonto tra quelle rocce è stato indimenticabile.

ag
ago_70

Io invece l'ho trovato un percorso inflazionato, ma forse ero io di malumore.

LU
luxso99

Sì, il tramonto sarà anche suggestivo, ma credo che l'esperienza sia completamente diversa con un po' di comfort in più. Per me, certi panorami vanno goduti da una terrazza privata con un calice in mano.